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Zuckerberg è cosi ricco perché ha studiato latino ... o no?

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 Invece della disputa sul latino o meno, a me sembrerebbe molto più interessante una discussione sui metodi di apprendimento e di approccio ai problemi di tipo top-down e bottom-up

Dopo 42 anni di insegnamento mi sono convinto che il metodo migliore di insegnamento sia un mix intelligente dei due metodi. L'insegnamento del l atino rientra probabilmente nei tipi di insegnamento top-down, poiché in una lingua morta prima si insegnano le regole e poi le si applicano.

Il dilagare  dell'informatica ha poi fatto esplodere i metodi  bottom-up (chi ha mai letto il manuale di una tastiera?), provocando, a mio parere, una deriva culturale pericolosa nelle nuove generazioni che può però essere corretta, ripeto, da un sapiente insegnamento cha faccia coesistere i due approcci.

Mi trovo spesso di fronte a studenti intelligenti e quindi potenzialmente bravi di fisica del primo anno che, davanti a uno scritto, si rivelano totalmente incapaci di esporre in modo chiaro e razionale il loro pensiero. Se non li conoscessi, direi che lo scritto è stato fatto da un demente. Vedo poi che nel corso dei 4 anni molti fanno migliorament straordinari. Ma qui evidentemente c'è una lacuna nelle scuole superiori.

Chi realizza e progetta cose nuove, come Zuckerberg, a livello di progetto esecutivo, non può prescindere dal top-down. Forse è per quello che a lui piace il latino.

Non sono particolarmente d'accordo, MZ non ha inventato alcunchè di nuovo, anzi ha utilizzato una tecnologia particolarmente "povera" e adatta, appunto, a dilettanti e liceali.
Addirittura il progetto è, a livello tecnico, un "non" progetto (tralascio gli approfondimenti informatici), elemento classico degli elaborati hobbystici cresciuti (in questo caso) a livello planetario.
Facebook è, certamente, la più grande "bolla" che il mondo abbia mai conosciuto: il nulla che viene ritenuto valere centinaia di miliardi di dollari senza un vero perchè (finirà ovviamente in nulla, ma è un classico della cultura USA).
Ce ne sono tante altre, ma in scala più ridotta (pur sempre miliardi di dollari).

Detto questo ritengo che il "dramma" della scuola italiana sia una bassa qualità media del corpo docente, e un basso o pressochè nullo aggiornamento dello stesso, oltre all'immobilismo totale e granitico del Ministero.