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Zuckerberg è cosi ricco perché ha studiato latino ... o no?

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e ti posso garantire: a livelli liceali/universitari (e forse anche a livelli di ricerca) è molto più facile della matematica. Al massimo può essere resa faticosa obbligando gli studenti ad impararsi a memoria le date - ma allora non serve a niente.  Ma non è possibile riprodurre quel mix di intuizione e rigore che contraddistingue la matematica

 

Le date? Beh se parli del liceo, io pensavo alla ricerca. La storia politica avrebbe bisogno di molta economia, per dire…Comunque, se pensi al liceo, beh la matematica era piuttosto noiosa, non meno di quanto noiose fossero la storia, la filosofia ecc. Ricordo la folgorazione che ebbi, al liceo, per aver letto un libro edito da Boringhieri “Il pensiero matematico”, che metteva le cose in un modo concettuale e logico: c’erano Russell, Whitehead, le geometrie non euclidee ecc. Che cosa voglio dire? La matematica a scuola è una tecnica, come le date della storia…fai 10 esercizi a casa e risolvi il problema a scuola. È più difficile della storia? Il programma di matematica del liceo,  certo, è più difficile di quello della storia. In realtà, questo accade perché a scuola non puoi chiedere ai ragazzi un giudizio storico:  fatalmente, allora, la storia  è ridotta - per la media - a date e nozioni. Puoi chiedere a dei ragazzi, o a tutti i ragazzi, un giudizio articolato, ragionato, espresso con un linguaggio appropriato, che consideri aspetti politici, economici, religiosi, giuridici, naturalmente confrontando in modo critico la storiografia? Attenzione, però, non dico che l’apprendimento di una tecnica sia un fatto negativo. Al contrario! Parliamo di un’età  favorevole all’apprendimento di tecniche e all’acquisizione di competenze, ad esempio linguistiche (per quest’ultime è anche troppo tardi). Si può chiedere di più in matematica perché la matematica ha un aspetto tecnico più ampio (cosa che non toglie nulla, ci capiamo, alla profondità logica della matematica, di cui però gli studenti non sanno, di solito, niente). Non a caso  nelle materie cosiddette umanistiche emerge con più facilità l’estrazione sociale, la capacità di espressione, di analisi, di linguaggio dello studente. Indispensabile considerare il valore indiretto, non solo, certo,  delle discipline umanistiche, di  arricchire il linguaggio:  si apprende che c’è il tizio che “abdica”, che si arriva a una “monarchia costituzionale”, che esiste un problema “estetico”, “etico”, che esiste una “spinta ideologica”. Cose molto semplici, ma essenziali.  Ci sarebbero però dei modi per recuperare un aspetto più tecnico della filosofia e della storia.

la difficoltà della matematica liceale (non ho competenze per discutere quella avanzata) consiste  proprio nel suo carattere di tecnica. Se non l'hai appresa e non ti sei esercitato gli esercizi non ti riescono. Non è possibile ridurre la storia ad una tecnica. O la rendi un esercizio mnemonico puro (faticosissimo e inutile) o diventa una serie di formulette non verificabili. Qualsiasi ragazzo un po' sveglio con un minimo di background culturale (e qui conta la famiglia di origine) può cavarsela facilmente. I 'giudizi storici' non esistono. Gli storici di professione al massimo suggeriscono ipotesi plausibili sul ruolo dei singoli individui e dei movimenti sociali, economici e culturali nel determinare eventi (e/o la rappresentazione degli eventi stessi).

 

... devi aver letto un altro testo, perché sottoscrivo quasi tutto quello che scrivi. Dove vedi la differeza? La storia infatti non può essere una tecnica, appunto. Alla fine dico ci sarebbero modi per recuperare un aspetto più tecnico ecc., ma non ho continuato, quindi non sai che cosa volevo dire (e non mi dilungo). Unico aspetto: le ipotesi plausibili ecc. si esprimono attraverso giudizi (storici), nel senso più semplice (non nel senso crociano, se è questo il punto).

Se siamo d'accordo che

i) la matematica al liceo è insegnata come una tecnica -  un insieme di norme che se applicata correttamente da un risultato univoco.

ii) la storia non può essere insegnata come una tecnica - o è un ammasso di nozioni senza alcun ragionamento o è una narrazione basata su ipotesi plausibili ma non verificabili (la parola 'giudizio' non mi piace)  

Ne consegue che la storia al lieco ed all'università è più facile della matematica.

Personalmente sono anche convinto che la ricerca avanzata in storia sia più facile della ricerca in matematica o in scienze o persino in economia  - ma questo è un altro discorso.

PS le preferenze personali non c'entrano niente. Anch'io al  liceo preferivo la storia e trovavo la matematica noiosa

Premetto che discutere su se sia più facile la storia rispetto alla matematica mi pare  perdere tempo in una cosa poco utile.  Ci sono persone per le quali è più facile seguire una tecnica che parlare in modo corretto. Che significa facile? La matematica, oltre che bella, è naturalmente difficile; non so se lo sia di più o di meno dello scrive un libro di storia, che, comunque, non mi pare affatto "facile", se non altro perché richiederebbe anche delle conoscenze non generiche di economia diritto ecc. 

Comunque. Da i) e da ii) non "consegue" proprio che la storia  sia più facile studiata al liceo o all'università. La deduzione che vedo, se è una deduzione, non funziona. Immagino che il senso sia che imparare una tecnica sia l'aspetto difficile (rispetto a  non imparare una tecnica).  Ma anche quando guidi una macchina impari una tecnica. 

 

(alla fine di un lunghissimo e, se mi permette, confuso,  commento)

Così, si è attestata l’idea che esistano veramente due mondi della conoscenza del tutto autonomi, uno in lotta con l’altro, con valori diversi ecc. Poi, nella versione più semplicistica, le "lettere" sarebbero "facili" mentre le scienze "difficili".

Io affermo che l'ultima frase è vera almeno per quanto riguarda l'insegnamento liceale ed universitario.  La matematica è insegnata (a torto o a ragione, non saprei) come una tecnica per produrre risultati precisi.  La storia (e le materie letterarie in genere) sono insegnate come insieme di concetti vaghi con pochi fatti concreti. La 'tecnica' consiste semplicemente nella capacità retorica di ripetere i concetti senza inciampare in qualche fatto in troppo palese contraddizione. 

Vero che è una riduzione semplicistica di una cosa complessa, o vero che è x è più difficile di y?

Naturalmente non occorre rispondere. Mi stia bene.

E' vero nella media e per distacco, anche se data la varianza degli individui (studenti e professori) le code delle due distribuzioni si sovrappongono

Mi stia bene