Titolo

Zuckerberg è cosi ricco perché ha studiato latino ... o no?

1 commento (espandi tutti)

Secondo me si è fatto anche un altro tipo di confusione. Da un lato: proposte di riforma delle scuole, che devono tener conto necessariamente di numerosi fattori molto poco romantici (disoccupazione, concorrenza, nuove tecnologie, globalizzazione). Dall'altro lato: discorso astratto su che cosa possa essere più utile, a un ragazzo in età evolutiva, per esercitare e sviluppare le capacità mentali. Queste due finalità non necessariamente sono conciliabili. Vediamo due casi.

1) Esperimento mentale: si scopre che, se insegnamo ai ragazzi solo ed esclusivamente HTML, il PIL cresce vertiginosamente. Quindi pronta la riforma della scuola — HTML al posto di tutte le altre materie. Indipendentemente dal fatto che questo "apra" o meno la mente. Il buon esito è garantito.

2) Dibattito infinito su cosa "apra la mente" al ragazzo. Innegabilmente, lo studio della matematica aiuta a risolvere problemi. Così come lo studio delle materie storiche aiuta a comprendere il passato. Nessuno sa, credo, quale sia la proporzione ideale di conoscenze matematiche e umanistiche che uno debba possedere. Ma di sicuro entrambe le componenti fanno parte dell'essere una persona di cultura.

Il problema è che non si può cercare di risolvere questi due problemi contemporaneamente: proporre una riforma economicamente giustificata e contemporaneamente migliorare le persone. Giovanni Gentile ci aveva provato, con risultati che sappiamo. La critica liberale del liceo classico deve, secondo me, cercare di non ricadere nello stesso errore paternalistico. Se è vero che latino e greco non fanno aumentare il PIL, da questo non si deduce che, al contrario, ingegneria e HTML "aprano la mente". O il criterio è economico, o è culturale. Non entrambi.

Esagero?

P.S. "aprire la mente" è un'espressione odiosa, da temino liceale! maledetto grammellini e i suoi simili