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Zuckerberg è cosi ricco perché ha studiato latino ... o no?

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Cito dall'articolo:
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Ma davvero gli studi classici aprono la mente? Nei licei che avete fatto voi avete passato anche un solo minuto ad affrontare un problema e cercare una soluzione o anche solo a discutere criticamente? C'era una qualche ora di Maieutica in cui si investiva tempo a farsi domande e cercare risposte,? Un momento in cui venisse offerta agli studenti l'opportunità di mettere in discussione l'ipse dixit e magari provare ad argomentare che alcune cose scritte da Platone sono indigeribili? O vi hanno rappresentato un compendio di nozioni immutabile e indiscutibile che potevate mandare a memoria, senza capirle, e prendere ugualmente ottimi voti?
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Sì, ho passato ben più di un minuto a discutere criticamente, e di vari argomenti, con i miei professori. o almeno un po' di loro, ecc. e sono cose che mi ricordo ancora adesso. No, non (troppi) ipse dixit ecc. Me li ricordo come anni molto "criticamente formativi", ben più dell'università (area scientifica, pensa un po'). Direi che la mia "vera cultura" e molti miei interessi vengono da quel periodo. Cmq ho fatto lo scientifico e non il classico, ma c'era il latino (no greco, come sappiamo), non so quanto questo abbia importanza.

Questo non toglie che questa discussione sul latino mi trovi in parte d'accordo, ma solo per dire che è meglio evitare affermazioni così *nette* e di fatto difficili da "validare" (Ok sì forse io solo sono stato fortunato...ecc...ma come si fa a dire?) perché la mia esperienza è stata ben diversa da quella descritta sopra.

Maurizio

Siamo caduti anche noi nella generalizzazione senza quantificatori appropriati.

Se mi baso su quanto leggo e su quanto mi viene riportato tu sei piu' l'eccezione che la regola, ma che la regola sia quella che noi descriviamo starebbe a noi provarlo.
 

Non metto in dubbio che ci possano essere momenti di "riflessione critica" e concordo che la tesi in base alla quale detti momenti siano rari non è suffragata da alcuna evidenza empirica. 

Tuttavia credo che si possa però affermare che essi siano demandati alla volontà del signolo docente e in ogni caso non istituzionalizzati: non è regolata da nessuna parte l'idea che bisogni indurre gli studenti a farsi domande, quel che è normato è quel che devono sapere (anche mandandolo a memoria senza capire) non le abilità che devono aver conseguito (tipo inquadrare correttamente un problema per risolverlo).

Agli esami di maturità per dire  c'era la versione, il tema (che può essere anche rigurgito di quel che si è mandato a memoria) ma non il case study. In questo senso io credo che si possa affermare che l'istituzione non è improntata a ingenerare uno spirito critico negli studenti. 

Che poi vi fossero pochi docenti illuminati (anche io ne ho avuti e a detta dei loro studenti tali sono stati i miei genitori per esempio) ma si tratta evidentemente delle eccezioni che confermano la regola

 

 

Mi sembrava che si parlasse di latino e che la tesi fosse più o meno "il latino, per quanto sia una disciplina nobile e degna di studio, non è veramente così essenziale per la formazione dei giovani come ci vogliono far creder alcuni, e potrebbe essere sostituito da altri più utili contenuti".

Qui invece si comincia a parlare di metodi di insegnamento, di "problem solving", case study" e non mi pare che sia più una questione di latino sì o latino no. Qui stiamo dicendo che ci vuole "ben altro". Magari è giusto ma il problema si è spostato o allargato, visto che si mette in discussione un ipotetico "metodo" ( e il vecchio "tema" che è sempre un bel bersaglio). La cosa si fa più complessa. Però è anche colpa del mio intervento, in un certo senso.

Maurizio

la partenza è il latino apre là mente. Nel post ci si chiede come? Ci sono dei momenti di riflessione critica ? Tu dici che li hai avuti.

Io credo che non facciano parte del corso standard della scuola o meglio io non so di alcun momento formativo di questo tipo che fosse istituzionalmente previsto. 

Ovvio che non abbiamo evidenze, se non aneddotiche su cui discutere, ma io credo che i minuti di discussione critica che hai avuto la fortuna di sperimentare non siano la regola

Questo non toglie che questa discussione sul latino mi trovi in parte d'accordo, ma solo per dire che è meglio evitare affermazioni così *nette* e di fatto difficili da "validare" (Ok sì forse io solo sono stato fortunato...ecc...ma come si fa a dire?) perché la mia esperienza è stata ben diversa da quella descritta sopra.

vero che si tratta di affermazioni non suffragate da evidenza.  Però credo che si possa in qualche modo congetturare la correttezza di quanto scritto nel post osservando che i programmi, le linee guida etc almeno al tempo erano concetrati su obbiettivi che non includono la riflessione critica o l'applicazione a problemi completamente nuovi di schemi mentali adoperati in precendenza: quella scuola puntava a sfornare gente che conoscesse storia, usi e costumi, che fosse in grado di tradurre un testo disponendo di un vocabolario e che potesse fare delle analisi e commenti a una poesia o un brano di prosa - nulla di tutto questo (con l'esclusione forse dell'analisi dei testi) implica allenamento al ragionamento e, in ogni caso non in maniera superiore rispetto ad altri isitituti