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Talloni per la sovranità monetaria (2)

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... che temo possa deprimersi al dover leggere sequenze incontrollate di commenti ad cazzum di improvvisati esperti di teoria monetaria.  Purtroppo siamo diventati anche noi un'appendice di FaceBook, solo infinitamente meno di successo sul piano finanziario :)

A me le questioni poste interessano assai  quindi m'arrischio di buttare lì, seppure telegraficamente, alcune riflessioni sui problemi che Paolo pone. I quali sono non solo estremamente contemporanei ma fondamentalmente non risolti. 

 

L'economia monetaria "di frontiera" oggi è completamente schizofrenica.

1)  Esiste una letteratura  molto sofisticata che "modella" bene e corentemente l'emergere della "moneta come strumento di scambio" ossia come convenzione sociale che permette di bypassare il baratto rendendo possibile il commercio. Tale letteratura mostra che la moneta-denaro può essere, in principio, qualsiasi cosa che venga accettata come tale in un equilibriio di beliefs, ossia di aspettative. Finché tutti si aspettano che X venga accettato come denaro X viene accettato come denaro e circola. Il problema di questa letteratura è che non va oltre questo fatto e che i tentativi degli ultimi 10 anni di costruire modelli in cui esiste moneta fiat, un sistema bancario, il monopolio statale della moneta, eccetera, hanno prodotto risultati molto deludenti ed ibridi. 

2) Soprattutto, tale letteratura non ha fornito alcuna modelizzazione accettabile di perché mai viviamo in un mondo in cui la moneta fiat è monopolizzata dal potere statale e nasce e vive con esso. I fatti storici son lì, nonostante le molte teorizzazioni al contrario (è perfettamente possibile una teoria della fiat money come fenomeno spontaneo e di mercato, peccato non sia mai successo in forma altra da quella episodica) mentre manca, colpevolmente, la loro modelizzazione nell'ambito della teoria monetaria. Qui  c'è un lavoro enorme da fare che i vari approcci istituzionalisti hanno solo scalfitto: dire che la moneta fiat è anzitutto il prodotto del potere statale che si regge sul monopolio della violenza (e che quindi cade con esso) descrive la situazione in essere da svariati secoli ma non la modella né offre strumenti analitici per provare a capire come il tutto funzioni. 

3) Ancor più colpevolmente TUTTA (- epsilon) la discussione di politica monetaria e bancaria viene fatta in modelli dove la moneta (fiat) c'è perché c'è ma in realtà potrebbe non esserci. Infatti, in quello più di moda la moneta proprio non c'è, viene fatta sparire con un "argomento al limite" e si procede allegramente senza porsi il problema di come funzionino la moneta, il sistema di sua creazione e circolazione, il sistema bancario bc e BC (nella notazione di Paolo) e così via. Esistono solo i tassi d'interesse e le aspettative d'inflazione che la BC determina attraverso magici annunci ... credo non serva dire che io trovo questa intera letteratura insensata, le sue prescrizioni di politica monetaria fasulle (e ripetutamente falsificate) e l'intero impianto un vicolo cieco. Ma sono parte di una minoranza così risibile che nemmeno riusciamo a far sentire la nostra voce. Il consenso è tutto dall'altra parte.

4) I temi che Paolo pone (pur nel suo linguaggio che non è il mio) sono invece attualissimi. Quello che lui chiama "tallone regolamentario" è la creazione di fiat money via potere dello stato e monopolio del diritto di emissione e di regolamentazione dell'attività bancaria (chi vuol fare banca deve chiedere permesso allo stato e farlo secondo i criteri che lo stato determina). Ciò che lui chiama "tallone aureo" consiste nell'emissione di moneta/denaro, dove il potere statale è, al massimo, quello di determinare il tasso di cambio fra foglio di carta e bullion aumentando o diminuendo il numero di fogli di carta a disposizione. Il resto lo fa un meccanismo più o meno concorrenziale di mercato perché lo stato non controlla la produzione e distribuzione dell'oro (o equivalente) e questo si muove da un paese all'altro in base a scelte di agenti privati. 

5) Le varie critiche sui sistemi ideali che vedo nei commenti sono così campate in aria che non vale la pena prenderle in considerazione. Quello che Paolo descrive è il mondo così come esiste e la domanda che lui pone (cosa funziona meglio, dal punto di vista del sistema economico) è quella importante.  Per capire il mondo in cui viviamo è perfettamente inutile continuare a chiedersi, fantasticando, quale sarebbe il mondo ideale sotto assuzioni più o meno campate per aria. Anche perché, in economia, la risposta a quella domanda l'abbiamo già data (nell'unico caso che valga la pena studiare) da molto tempo: il mondo economico ideale è quello dell'EEG a mercati completi e zero costi di transazione. C'è su tutti i manuali.

in questi giorni sto cercando di chiudere il cercho: mi mancano alcuni riferiementi biblio che non ho sottomano in questo momento ma che ho ben stampigliati nella memoria. Appena li raggiungo, posto la chiusura che ho in testa.