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Il caso, paradigmatico, della Popolare di Vicenza: una testimonianza dall'interno

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si potrebbe pensare anche che la Banca d'Italia abbia incoraggiato operazioni di concentrazione - se così è stato, io non lo so - per prevenire situazioni quali quelle emerse nello scorso novembre. Se così fosse, avrebbe perseguito l'obiettivo di tutela della stabilità del sistema che, è bene saperlo, è fondamento della sua stessa funzione di vigilanza. In questo senso, sarebbe stata un'operazione funzionale al corretto funzionamento del mercato. 

si potrebbe pensare anche che la Banca d'Italia abbia incoraggiato operazioni di concentrazione - se così è stato, io non lo so - per prevenire situazioni quali quelle emerse nello scorso novembre. 

Sí, ma a quel punto non sarebbe piú il mercato a decidere dove localizzare le sedi centrali delle banche, ma chi si erge a manovratore di tale mercato.

Nel sistema italiano non é una questione di secondaria importanza. In Sicilia fino agli anni 80, praticamente da sempre, l'imprenditore trovava nelle banche qualcuno con potere decisionale con cui poter parlare, presentare i propri progetti, oggi é impossibile, perché queste persone si possono trovare solo in altre parti del paese, in loco sono rimasti solo passacarte, loro malgrado. Le decisioni si prendono tutte altrove. E le notizie di questi giorni, ci dicono che in questi altrove le banche non vengono gestite meglio di quando i centri decisionali erano locali, anzi, probabilmente sono gestite peggio.

Tant'é che ci sono imprenditori siciliani che per ovviare al problema hanno deciso da anni di trasferire la propria attivitá piú vicino alle sedi centrali dei "campioni" nazionali (il caso piú eclatante di cui ho letto é quello di Andrea Bulgarella, che é diventato oggetto delle attenzioni dalla "giustizia" italiana proprio per i suoi rapporti con queste banche, ed intra nos, a me pare che nel caso in questione la giustizia italiana abbia preso un bell'abbaglio).

Anedotticamente, io ho sviluppato per 6 anni soluzioni per la gestione del rischio, e non trovo assolutamente nulla di strano quando sento o leggo che c'é una proporzionalitá tra distanza dalla sede centrale di una banca e tasso di interesse offerto ai clienti. Quando poi quasi tutte le sedi centrali sono concentrate in una zona abbastanza ridotta del paese, lo trovo anche abbastanza naturale.

La BdI avrebbe potuto organizzare la concentrazione in maniera diversa, ad esempio promuovendo una migliore distribuzione geografica delle sedi centrali. Se non volevano lasciare sedi centrali a Trapani, avrebbero potuto incentivare la fusione delle popolari siciliane attorno al BAPR o al BPSA.

Tutto questo, senza nemmeno chiederci se sia effettivamente meglio per il sistema avere pochi "campioni" nazionali, invece di tante banche medio piccole. Se un giorno fosse fallito il BPT (che AFAIK era amministrato in maniera molto conservativa) avrebbe avuto un impatto certamente minore del fallimento della BPVi.