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Il caso, paradigmatico, della Popolare di Vicenza: una testimonianza dall'interno

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Lo 'scambio' tra la sottoscrizione di capitale ed erogazione di prestiti è una pratica nota. non la voglio giustificare, fatta in un momento storico come quello di cui parliamo, tende a peggiorare la qualità degli attivi della banca, visto che chi accetta simili termini tende a non essere un debitore affidabile. Ma è nota da tempo, si tratta della degenerazione di quella che, per stessa ammissione della vostra fonte, è un'abitudine da sempre: esercitare una certa moral suasion per far diventare socio il cliente - che data la forte radicazione territoriale delle Popolari è anche comprensibile. Non mi sembra che il contenuto di questo racconto sia così sorprendente. Il punto è che il voto capitario non garantisce una governance trasparente e razionale della banca, cosa nota dalla notte dei tempi, un meccanismo stroncato dalla recente riforma delle Popolari, che a mio parere è una buona riforma (un testo che, probabilmente, giaceva impolverata in qualche cassetto da trent'anni). A mio modo di vedere ci sono molti altri comportamenti che sono ancora peggio di questo. Vi cito ad esempio, ma potrei citarne molti altri: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-03-17/cividale-e-quell-intreccio-banca-sindaci-e-clienti--083127.shtml?uuid=ABz6vPAD