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Elezioni USA (I) - Il fenomeno Trump

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Bene, molto chiarificatore  il vostro dialogo. Poi di là c'è lo scandinavo-retrò Sanders. Ma non sono certo della possibilità di una aggregazione di tale tipo a sinistra, in caso di crisi e ristrutturazione dell'offerta politica negli US.

Mi sembrerebbe  più probabile che sorgano 2  populismi, uno a destra ed uno con narrativa di sinistra, con elettorati largamente overlapping (i bifolchi e forconi) e quindi (ahimè la geometria euclidea di Hotelling non sarebbe più d'aiuto) polarizzaizone a dx o sin in base a chi dei 2 leader, adesso ed in futuro, sia più bravo. 

Mi viene in mente  il momento iniziale, creativo del 99% specie a NYC (la fase preclassica, NIETZSCHE; l'innamoramento, ALBERONI). Nella piazza girava molta base Tea Party e simili le tematiche, la rabbia anti-ricchezza (ecc.). Poi, come  in ogni regime assembleare, arrivarono i guru che la sapevano lunga e pennellarono di rosso un movimento nuovo, quindi incolore. Ergo ci sarebbe, in ipotesi,  una evoluzione LePennica dai TPs a Trump a droite; ed una Podemos dai 99% allo scandinavo Sanders. Che ci sia comunque (quanto populista o soc-dem si vedrà) una possibilità di legittimazione di un discorso 'socialista' negli US sarebbe un fatto epocale, che la precedente Grande Crisi dei 1930s  non indusse (l'unico Keynesismo allora accettabile dall'elettorato fu quello militare).