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La drammatica fuga dei cervelli dall'Italia

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i) sei d'accordo che in Italia (non altrove) le massicce promozioni interne sono un problema o sei convinto che il sistema funzioni bene?

ii) se il problema esiste, come lo risolviamo?  Introduciamo una superabilitazione per i candidati interni? E chi garantisce che passino solo quelli bravi? Mettiamo un limite massimo alla promozioni interne (cioè aumentiamo la % minima di esterni già presente nella Gelmini)?  E, come sopra, come garantiamo che passino quelli bravi e non gli amici del rettore? Altre idee?

  comunque se mi ricordo bene in Germania non puoi diventare professore nell'università doci hai conseguito l'abilitazione (e mi sembra che lo dica anche Rotondi)

Un conto è non assumere chi ha fatto un PhD nella tua istituzione. Un conto è impedire a un associato di diventare ordinario nella sua università. A me pare che i costi della tua proposta eccedano i benefici. E lo dice uno che a ogni promozione ha cambiato università.

germania

alberto rotondi 25/2/2016 - 02:22

A me risulta che in Germania se un docente vuole un avanzamento di carriera, di tipo qualunque, non può concorrere nella propria università.

Ho già detto che questo sistema ha dei costi elevati, e, se lo trapiantassimo  in Italia senza investimenti nuovi,  ne subiremmo solo gli effetti negativi senza goderne i benefici. La solita soluzione all'italiana.

abbiamo due possibilità  di evitarlo - sistema USA (il primo posto deve essere in università diversa da quella dove hai preso il Phd) o Germania (il posto fisso deve essere in università diversa da quella dove hai iniziato la carriera). Ambedue risolvono il problema con costi più o meno  elevati e si può discutere quale sia il migliore.  O magari si potrebbe trovare un sistema diverso (il 20% di estwerni della gelmini è un primo passo).  Sempre se si concorda sul fatto che il localismo sia il principale problema del reclutamento dei docenti.