Titolo

La drammatica fuga dei cervelli dall'Italia

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Prendere atto.

Matteo2 22/2/2016 - 15:26

(Mi dispiace di andare a singhiozzo e far attendere ma avevo finito i colpi)

Rispondo.

Rassegnarsi?, neanche per sogno, e poi oltretutto alla mediocrità, e come si farebbe? Introducevo una riflessione che credo possa essere interessante in generale, uno spunto.

Per semplificare: in tutti gli strumenti scientifici c'è sempre da tener conto di un rumore di fondo non eliminabile, questo però non dovrebbe indurre a impedirsi di eseguire misure finché lo strumento non diventi perfetto. Se vogliamo dirlo con questa parola, diciamo che ci si rassegna a sopportare per il momento ciò che appare attualmente inevitabile. E perché, dice lei, non attendere di aver disinfettato il marciume? Ecco, il dubbio è che tenere la bestia a digiuno, superata una certa soglia, non sia più efficace allo scopo. Mentre superata questa soglia si sterilizzano pure le parti sane. E se uno crede che la formazione e la ricerca sono parti vitali, non dovrebbe sacrificarle solo per vedere estirpato completamente un tumore. Se poi uno crede che sia tutto un tumore allora è altro paio di maniche, ma allora nulla serve. Tuttavia non può essere tutto un tumore, abbiamo bassa natalità e di nipoti ce n'è pochi, e una volta sistemati quelli, che vogliamo chiamar nipoti ma potrebbero essere anche decennali collaboratori, potendo, gli si affiancherebbe sempre anche qualche bravo, o almeno uno bravo, così anche gli altri fanno bella figura. Però, se c'è rimasto un solo posto, quello va al "nipote" che attende da 10 anni, e come una schioppettata. Si tratta quindi di vedere se si ritiene più essenziale la ricerca o l'assenza di interessi privati o particolari.

 

Un intervento analogo avrei voluto fare qualche tempo fa in occasione dei rimproveri indirizzati a Zingales, le cui idee in proposito del bail-in italiano apparivano appunto come una rassegnazione ingiustificata.