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La drammatica fuga dei cervelli dall'Italia

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(Finalmente sbloccato. Ma che bisogna che passi mezzanotte e quaranta per riavere i tre colpi?)

Il periodo da me usato può in effetti generare l'equivoco che i tagli all'università datino a partire da 25 anni fa, posso ammetterlo, come ammetto che il 25 è un arrotondamento in eccesso. Ma rileggendo la seconda parte dovrebbe essere chiaro che si intendeva una sequenza con i tagli che sono partiti prima per la scuola di base e poi sono arrivati alla università e alla ricerca:

“sono stati presso i banchi scolastici prima dell'inizio dei grandi e continuativi tagli alla scuola e poi all'università prima dei grandi e continuativi tagli alla ricerca”,

a datare da Rosa Russo Iervolino ministro della Pubblica Istruzione nel 1992 nel famoso o famigerato Governo Amato I, facendo partire da qui la volontà di taglio alla formazione, per passare poi alla Moratti e alle proteste dei rettori delle università.

Qualche riferimento preso al volo in rete per i primi cosiddetti tagli più famosi, e per sommi capi:

Per la scuola:

(1993) Rosa Russo Iervolino: http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1993/12/13/Economia/FINANZ...

(1994) D'Onofrio: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/05/12/s...

Per l'università:

(2001) Moratti http://www.repubblica.it/online/scuola_universita/tagli/tagli/tagli.html

(2002) Qualche protesta animata: http://www.cipur.it/Universit%E0Oggi/UNIVERS36.pdf

Per chiudere con un cenno all'inizio dell'attuale situazione:

(2006) Salvatore Settis: http://normalenews.sns.it/tagli-alluniversita-e-alla-ricerca-settis-al-f...

ecc.

Se “taglio” è poi parola inadeguata, convengo che si possa ripiegare su: “mancato investimento”. Resta che reiterata e continuativa sia stata la volontà irresponsabile di penalizzare formazione e ricerca, e che la nazione ne sopporterà le conseguenze a partire da tra poco e per decenni.