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La drammatica fuga dei cervelli dall'Italia

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Alberto, ma chi vuoi prendere in giro?

i) i referee sono anonimi ma i progetti no. Quindi i referee possono benissimo favorire gli amici e colpire i nemici.

ii) il calo delle risorse è più o meno parallelo al calo del costo del personale. L'FFO non copriva prima il costo del personale, almeno nella maggioranza delle università e non lo copre ora. Anzi la situazione è migliorata - molte più università sono virtuose (costo personale meno del 90% FFO) di 5-6 anni fa I costi standard (sistema nuovo da introdurre) non c'entrano nulla.

ii) i ricercatori confermati  prendono un ottimo stipendio (per gli standard italiani) e quindi avrebbero quindi tranquillamente potuto continuare ad insegnare e poi andare in pensione cone ricercatori. Anzi, io sono sempre stato favorevoli a chiamarli professori di terza fascia e dar loro piena dignità accademica, compresi gli obblighi didattici da professore.  Alcuni di loro sono molto bravi, meglio di parecchi ordinari e molti  hanno l'abilitazione a prima fascia.  Nessuno impedisce loro di vincere un concorso a prima fascia, magari in altra università.  Scusa, dimenticavo. Se i ricercatori bravi vincono il concorso, come fa carriera l'associato locale?

iii) vedo che apprezzi il  nepotismo accademico.  Se i tuoi collaboratori  sono bravi ed originali,  possono trovare posto altrove da professori e continuare a collaborare con te. Altrimenti. sono tecnici di laboratorio. E puoi anche trovare altri collaboratori, magari anche più bravi, con concorsi 'aperti'.   In America è vietato (non dalla legge ma da prassi accademica ferrea) iniziare un tenure track  nell'università dove hai conseguito il PhD. In Italia Berlinguer tentò di introdurre una clausola simile nella legge 1997 - fu abolita al primo passaggio parlamentare

iv) so bene della clausola del 20% (un disperato tentativo di ridurre il nepotismo) e degli equilibrismi per evitarla e scaricare ad altri dipartimenti il piacere di chiamare gli esterni. E l'altro 80%?

Non ti preoccupare. Viviamo nella stessa università. Un sistema finalizzato, come il resto del pubblico impiego, a garantire agli insiders una vita tranquilla ed una carriera (neanche tanto) modesta ma sicura a patto di rispettare le regole tacite del sistema. Solo che a te piace,  a me no.