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La drammatica fuga dei cervelli dall'Italia

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Mi chiedo spesso, per ragioni professionali, quando un problema cocciutamente rifiuta di esser trattabile, se il problema non sia l'errore, piu' che i difetti delle risposte a creare disagi.

Si supponga che esista la conoscenza, in che modo esattamente viene danneggiata lo stato nazione Γ dal fatto che le onde gravitazionali vengano rivelate nello stato nazione Θ? Il caso che viene discusso a proposito dello studioso dei grandi cardinali e' rivelatore. Tutto quel che si sa dei grandi cardinali e' praticamente in dominio pubblico, nulla e' invisibile quanto il teorema del crivello di Eratostene lo si puo' usare a Vibo Valentia quanto a Pasadena.

L'astio, spessissimo giustificato, di chi si trova escluso da concorsi e selezioni varie, non implica che l'Italia, nel caso in questione, e' danneggiata dalla ricerca fatta, da nativi italiani che non vivono in Italia (per i conflitti di interessi, lavorai in italia per sei mesi, e mai piu', anche se nacqui in Italia.) 

L'Italia che e' uno stato nazione in declino demografico e sociale ha priorita' diverse dallo sviluppo della conoscenza e della ricerca scientifica. Mi appello agli storici: non e' questo cio' che la storia ripete ad abundantiam? Quando le dinastie cinesi decaddero (vedasi J. Neeham) le scienze cinesi decaddero, quando gli Stati Uniti abbero una crescita strepitosa, dopo il secondo conflitto mondiale, nacquero i laboratori, MIT passo' da una scuola di ingegneria a una specie di orto dei saperi, dalla linguistica alla robotica, ebbero l'improntitudine di assumere un assistente di Brecht. Ebbero la fortuna di una classe dirigente liberista che lascio' sviluppare le universita'

Nel caso italiano (si rammenti che la popolazione italiana sta diminuendo assai rapidamente, vedasi http://185.71.8.127/archivio-news/documenti/itemlist/tag/morti) ho l'impressione, a volte triste, di tanto rumore per nulla.

 

non implica che l'Italia, nel caso in questione, e' danneggiata dalla ricerca fatta, da nativi italiani che non vivono in Italia

forse si. Questi scienziati potrebbero  formare nuove generazioni di cittadini, medici,  imprenditori,  amministratori pubblici, creare nuovi prodotti e nuove aziende, invece lo faranno fuori dal mio paese. Che infatti e' povero di tutto cio.  A livello della grande storia del mondo cio con conta nulla, ok, ma per chi vive in questa parte di mondo e' un cattivo uso delle  

 

 

Quando le dinastie cinesi decaddero (vedasi J. Neeham) le scienze cinesi decaddero, quando gli Stati Uniti abbero una crescita strepitosa, dopo il secondo conflitto mondiale, nacquero i laboratori, MIT passo' da una scuola di ingegneria a una specie di orto dei saperi,

quale la causa e quale l'effetto?   sembra suggerire che sia la crescita strepitosa post bellica a portare i laboratori.  Io direi il contrario, sopratutto sulle frequenze secolari.  (stessa osservazione sulla dinamica demografica).

Intanto nel dopoguerra, il baby boom c'è stato dappertutto, mica solo negli USA. Probabilmente (non conosco i dettagli) lo sviluppo del MIT e delle Università USA è dipeso dal potenziale economico di quel Paese, no?

Credo poi che il numero di morti 2015 ed il costante calo della natalità abbiano poco a che fare con la crisi dell'Università italiana, che dipende dal nepotismo (a medicina è scandaloso!), dall'assenza di meritocrazia, dall'esistere anche in questo ambito di una casta che si protegge e si perpetua.

La crisi dell'università è simile alla crisi di tanti altri settori pubblici.

Me perchè non le rendiamo private? Lo stato potrebbe dare i soldi che ci spende agli studenti che potrebbero scegliere secondo prestigio, e fare bandi di ricerca con giuria solo di stranieri.

si fecero massicci investimenti pubblici nella ricerca di base, in parte collegata al successo della bomba atomica ed alla minaccia russa. Inoltre  gli USA beneficiarono dell'immigrazione di scienziati europei etc (cf. J.Cole The Great American University 2009). Ovviamente gli USA potevano permettersi tutto...

La demografia c'entra nulla

A quanto pare l'Italia è un esportatore netto di capitale umano qualificato, tutti i dati citati mostrano che i ricercatori nostrani trovano posto all'estero mentre i nostri atenei e centri di ricerca non sono altrettanto attraenti per gli stranieri.

Secondo l'ISTAT, anche al di fuori dell'ambito accademico e più in generale, l'Italia sta perdendo attrattività con flussi migratori in entrata che si vanno contraendo. Gli italiani stanno invecchiando, perdendo risorse qualificate, la natalità cala drammaticamente e - novità del 2015 - aumenta persino la mortatilità...

Se non è declino questo?

Per fortuna che almeno il ddl Boschi ha quasi riformato il Senato, l'Italicum è finalmente la nuova legge elettorale e adesso si affronta il problema delle unioni civili...

(ovviamente scherzavo!).