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La drammatica fuga dei cervelli dall'Italia

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Ho letto anche le statistiche ufficiali 2015 (Grantees by Country of Host Institution & domain) e vedo che oltre all'Olanda (26 grant) c'è un altro piccolo paese che "svetta": la Svizzera con 25 grant, in gran parte nel settore delle scienze fisiche e dell'ingegneria. Con 10 svizzeri partecipanti, arrivare a 25 significa averne attirati 15 mentre gli olandesi presenti erano 20 (quindi 6 "attirati"). Dei 10 svizzeri, due sono andati all'estero e 8 sono rimasti.

Ecco, qui a ragione un ministro svizzero dell'educazione avrebbe potuto gioire.
Ebbene, non lo ha fatto! Timidezza? Pudore? Riservatezza elvetica?
No, semplicemente quella figura in Svizzera non esiste.
L'istruzione è compito esclusivamente cantonale e quindi ci sono 26 ministri dell'educazione, i quali si riuniscono periodicamente in un tavolo di coordinamento. Malgado (o grazie?) a questo c'è comunque un sistema articolato e che funziona.

Ecco, c'è un aspetto pero' che puo' far giorire i fautori della parità di genere. I 30 grant italiani (per nazionalità) sono ben divisi tra uomini e donne. Anzi vedo che sono 16 donne e 14 uomini. Solo la Grecia (4, tutte donne) fa meglio. L'Italia fa anche meglio della Svezia (6 grant, 3 donne e tre uomini) e dell'Olanda (9 donne, 11 uomini). Qui la Svizzera fa malissimo, con 1 sola donna e 9 maschi. 

Grazie Francesco! Questo fa capire che il vero grafico da guardare è il primo, dove l'Italia è ottava dopo UK, Germania, Francia, Olanda (17M abitanti), Svizzera (8M), Spagna (46M) e Israele (8M).

Interessante è anche il terzo grafico, dove l'Italia svetta per numero di Nationals Abroad. Anche in rapporto alla popolazione, a una rapida occhiata sembra che solo Austria, Portogallo e ovviamente Grecia facciano "meglio".

Sulla parità di genere attenzione: come nel famoso caso delle ammissioni a Berkeley nel 1973, qui potrebbe esserci (non dico che ci sia perché non ho i dati) una distorsione dovuta al fatto che in alcune materie ci sono "naturalmente" più donne. Per esempio la ricercatrice che ha ribattuto alla ministra è una linguista, campo dove noi uomini siamo la minoranza. Non a caso in Olanda, dove tantissimi grant sono in "scienze sociali" tra cui la linguistica.

Grazie anche all'altro Francesco per l'ottimo articolo e per aver fatto notare coi numeri come ovviamente un paese grande vince piu progetti di un paese piccolo. Sarebbe interessante calcolare il rapporto progetti vinti / numero di laureati. Qui probabilmente l'Italia va un po' meno male: la mia ipotesi di lavoro è che il secondo problema dell'Italia dopo l'incapacità di attrarre laureati è l'incapacità di produrre laureati. Quelli che si laureano poi sono competitivi con quelli del resto d'Europa.

 

Una nota finale: qui si parla solo di ricerca. In realtà ho paura che anche tra i lavoratori qualificati "operativi" (cioè che non lavorano nella ricerca pura ma direttamente in produzione, qualità, project management, supporto tecnico e chi più ne ha più ne metta) il saldo dei cervelli sia per l'Italia fortemente negativo, in particolare perché tanti laureati (leggermente più della media) vanno via e quasi zero entrano.

una distorsione dovuta al fatto che in alcune materie ci sono "naturalmente" più donne

Apprezzo che il naturamente sia virgolettato e faccio notare che altrettanto "naturalmente" in altre materie si sono piu' uomini. Ma piu' che il riferimento alla natura preferirei quello alla cultura.
Culturalmente i generi si orientano ancora diversamente (ma sempre meno) nelle scelte professionali e forse la cosa ci appare ... "naturale".

Grazie della correzione.

Rimane l'argomento statistico: si può gioire della parità di genere solo se si dimostra che non è dovuta al fatto che i vincitori con cittadinanza italiana non si concentrano prevalentemente in settori che per motivi culturali hanno un'alta percentuale di donne (tipo LS5, SH2, SH4, SH5).