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La partita a poker di Renzi sui conti pubblici

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yawn

giovanni federico 16/2/2016 - 19:20

ottimo post, domande ragionevoli, purtroppo inutili :-)

Provate a chiedere ad un italiano qualunque se è favorevole a ridurre la spesa pubblica - avrete un 80% di risposte positive. Provate a chiedergli se è disposto a rinunciare ad una parte della sua porzione di spesa pubblica (o a quella di suo figlio, padre, parente etc.) e scoprirete che la spesa da tagliare è sempre di qualcun altro. E cosa volete che faccia Renzi? Si adegua per non perdere il posto. Come farebbe qualsiasi politico

Dai miei lontani ma in compenso confusi studi liceali, applichiamo un po' di Aristotele (?!):

1) va diminuita la spesa pubblica (premessa maggiore);
2) gl' italiani non lo vogliono fare (premessa minore);
3A) gl' italiani debbono essere governati da stranieri (conclusione A);
3B) l' Italia andrà al disastro, ma gl' italiani non cambieranno (conclusione alternativa B).

La si può risolvere in modo meno avvilente ?

Grazie.

di fronte al disastro (parte de)gli  italiani cambieranno e si scatenerà un violento conflitto politico e sociale fra 'riformisti' e 'conservatori' - cioè fra padri e figli, Nord e Sud, pensionati e lavoratori, statali e lavoratori privati etc, con esiti imprevedibili.

Di disastri questo paese ne ha visti a bizzeffe: Adua, Caporetto, 22 ottobre, 25 luglio, 8 settembre, stazione di Bologna, Ustica, mafia, ...: reazioni ? Non pervenute. Ha dato ad Ingroia il doppio dei voti di FiD ed ha osannato Grillo, e sta dando fiato a Salvini. Semplicemente, ammorbiditi dall' ennesima ovvietà di un papa, dall' ennesima puntata di Vespa, e dall' ennesimo festival di Sanremo, gli italiani si addormenteranno sereni per risvegliarsi col tenore di vita del '54.

italiano

Francesco Forti 17/2/2016 - 14:12

Manca "italiano" alla fine del tuo commento. Svedesi, tedeschi, svizzeri, inglesi ed altri hanno saputo ridurre le spese, il deficit, il debito, il carico fiscale. Lo hanno fatto perché lo ritenevano giusto e non sempre poi hanno perso il posto.

tutti i politici si adeguano ai voleri dei loro elettori, con più o meno entusiasmo.  Gli svedesi etc. sono (stati?) più lungimiranti ed hanno deciso di fare dei sacrifici a breve per l'avvenire futuro.

E lo stesso, naturalmente, si poteva dire per – nell'ordine – Craxi, Berlusconi, Prodi, Monti. D'altronde ci frega davvero di interiorizzare il vincolo politico? Lo fanno già tutti. Io invece propongo un'alternativa radicale al menopeggismo: scegliamo un punto di minima decenza, e se partiti e leader politico non arrivano almeno lì li mandiamo a quel paese. In privato (al voto) e in pubblico (ovunque). Poi tanto cambierà nulla, si capisce, ma almeno in coscienza uno fa quel che può, no?

Mi pare di ricordare che con il governo Prodi, quando era ministro dell' economia Tommaso Padoa-Schioppa, e successivamente con il governo Monti si sono avute riduzioni del rapporto debito/GDP in seguito a politiche fiscali relativamente più responsabili, a differenza che nel caso degli altri governi sopra menzionati.