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Economia e matematica nella lunga durata: il caso dei numeri arabi

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Zero

Francesco Forti 18/12/2015 - 08:29

Se ricordo bene la rivoluzione ha un punto centrale nel numero zero, assente nella simbologia romana ed indispensabile per i calcoli algebrici.

Zero

raffaele danna 20/12/2015 - 09:51

Esatto.

Aggiungo che la stessa parola 'zero', a quanto sappiamo, probabilmente è coniata dallo stesso Fibonacci, che traduce con il latino 'zephirum' il termine arbo 'sifr' (zero, nulla).

Intorno allo zero infatti nasce un modo nuovo di concepire la matematica: la matematica di Fibonacci può essere intesa come l'inizio dell'algebra occidentale. E questo perché si tratta di una matematica non astrattiva, ma algebrica, algoritmica (vedi Al-Kwarizmi). 

Fibonacci non pensa al numero come a un ente che si trova all'interno delle cose: la sua non è una matematica astrattiva che rivela l'essenza del mondo per via di sottrazione dell'inessenziale (impostazione, in definitiva, comune in buona parte della matematica classica, a partire da Euclide). Con Fibonacci il numero comincia ad essere uno strumento razionale al servizio delle esigenze umane, che ha poco a che vedere con la 'natura' delle cose.