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Camusso contro Boeri

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Qualche anno fa credevo anch'io a questa teoria, poi però ho cambiato idea. Se guardiamo i dati assoluti sulla ricchezza per classi di età la situazione è questa (tavola E2 in entrambi i rapporti):

2008

- gli under 35 hanno un ricchezza mediana di 41mila €

- i 55-64enni di 201mila €

- i 65+ di 150mila

2012

- gli under 35 hanno un ricchezza mediana di 25mila euro (!)

- i 55-64enni di 199mila €

- i 65+ di 145mila

(Nota pedante: a un certo punto banca d'Italia ha deciso di cambiare le classi di età, e prima non c'era nemmeno l'euro per cui fare confronti più lunghi è complicato. Ma se tornassimo ancora indietro non ho dubbi che il divario sarebbe ancora maggiore).

 

Quindi il trasferimento intergenerazionale di ricchezza appare come un fenomeno marginalissimo, forse persino in calo (bisognerebbe disaggregare fra ricchezza prodotta da reddito proprio e cessioni, eredità e simili, suppongo, ma non so se esistono dati e comunque è molto above my paygrade).   Sospetto invece che i fattori che remano contro i giovani siano i seguenti:  

 

1) Sono pochi (e ancora meno dall'inizio della crisi, considerato che compongono il segmento demografico emigrato di più)  

 

2) Quei pochi non hanno particolare interesse verso la politica  

 

3) I pochi fra i pochi che hanno interesse verso la politica si rendono conto (e come non potrebbero) di essere nella merda, intuendo persino che i partiti a destra come a sinistra sono responsabili (via pensioni da un lato, mancato taglio degli sprechi e delle tasse dall'altro: ma questo non lo sanno perché figuriamoci se i media si degnano di scriverlo) del loro disastro. Dopo di che votano M5S, e il tutto finisce a scie chimiche e microchip: amen  

 

4) D'altra parte, i gruppi di età più avanzata sono sia più numerosi, sia più "attivi" politicamente, nel senso di proni a fare lobbying per i propri interessi (via CGIL ma non soltanto). Guarda per esempio la partecipazione elettorale degli over 55, direi che spiega molto. Non sono ancora riuscito a capire se quella generazione lo fa perché non si rende conto del danno provocato ai propri figli, o banalmente perché è la più avida della storia della repubblica, ma a questo punto fa poca differenza.

 

  Poiché è la somma che fa il totale, come diceva Totò, tutte le forze convergono contro i giovani (che poi sono giovani all'italiana e infatti includono anche i 40enni!), e il risultato sono i tre simpatici grafici che ho postato poco sopra. Buona fortuna.

...sulla distribuzione della ricchezza fra classi di età non confutano la mia ipotesi:

- il trasferimento di ricchezza ai figli, tipicamente per eredità, avviene oggi quando i figli sono intorno ai 50 anni o anche oltre (per dire, io ho ereditato a 73 anni!);

- non mi riferivo tanto alla ricchezza, quanto ai sussidi monetari e altri aiuti materiali che i giovani ricevono da genitori e nonni; non ho dati, mi baso sulla mia esperienza aneddotica relativa a varie cerchie sociali, anche di non benestanti; i dati richiederebbero ricerche specifiche abbastanza delicate;

- un elemento essenziale della mia ipotesi è il familismo italiano: una forte solidarietà economica fra genitori e figli è sentita come dovuta in tutte le classi sociali (anche qui servirebbero dati comparativi rispetto ad altre culture, ma ci sono tanti indizi a favore).

Infine, la tua spiegazione non è incompatibile con la mia, che rimane comunque parziale e altamente ipotetica.

(Aggiungerei che il familismo ha dei contro ma anche dei pro, per cui chi vuole combatterne gli effetti negativi deve farlo con qualche cautela.)

Se i giovani sono in gran parte disoccupati (cosa che dopo il 2008 ha raggiunto % elevate) è naturale che consumino risparmi. Quindi che la ricchezza mediana passi da 41k€ a 25k€ mi pare assolutamente nella normalità delle cose in caso di crisi e di un mercato del lavoro come quello italiano. Ma il punto è proprio che i giovani sono disoccupati (ed a carico dei genitori, spesso a loro volta già pensionati di anzianità) perché il mercato del lavoro è quello che è ed il peso della previdenza pure. Quando un datore di lavoro per dare 1000€ ad un lavoratore deve tirarne fuori più del doppio, il mercato è fortemente limitato. Il datore di lavoro ci pensa su due volte. per quella cifra sceglie i migliori. Scarta gli over 50 (che diventeranno esodati e prepensionati) e scarta i giovani senza esperienza.