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Camusso contro Boeri

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Trovo singolare che si continui ancora a parlare di patto sociale quando si parla di previdenza, visto che sono due i fattori che confermano che questa è una costruzione concettuale che non ha alcun fondamento nella realtà.

 

Il primo è che non tutti i lavoratori sono iscritti all’INPS. Infatti, gli ordini professionali hanno le loro casse e i contributi degli iscritti sono trasformati in asset produttivi di reddito. Non è un caso che le contribuzioni degli iscritti agli ordini sono molto più basse di quelle che si pagano all’INPS, visto che questi ultimi non hanno baby pensionati a cui esprimere solidarietà sociale né soffrono per il peso dell'invecchiamento della popolazione. 

 

Il secondo è che con il metodo a contributi definiti, non c’è più alcun tipo di solidarietà, non c’è ridistribuzione, non si garantisce niente, neanche l’integrazione al minimo, lo stato sociale è morto.

 

Quale sarebbe questo patto sociale che vincola qualcuno a sborsare contributi elevati – a tassi di rivalutazione legati al PIL, quando i BTP a 30 anni hanno pagato cedole negli ultimi 6 anni da 3 a 6 volte tanto – senza ricevere alcunché in cambio, anzi ricevendo anche meno di quello che ha pagato?  

 

Si può parlare di solidarietà intergenerazionale quando tengo il nonno in casa facendogli pagare l’affitto a condizioni di mercato e non dandogli da mangiare quando ha finito i soldi?