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Camusso contro Boeri

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Il sistema retribuitivo legando l'ammontare della pensione alla retribuzione finale del lavoratore ha sempre favorito comportamenti opportunistici da parte di alcuni 'furbetti' che, guarda caso, sono spesso legati a qualche sindacato. Si veda ad esempio:

http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/11/10/news/brescia_sindacato-127014781/

Basterebbe questo per mettere a tacere la sig.a Camusso. In passato ( ai tempi della riforma DINI) la CGIL, che al tempo era guidata da qualcuno un po' più lungimirante, si era espressa per l'applicazione del contributivo pro-quota a tutti, indipendetemente dagli anni maturati al momento dell'entrata in vigore della 'riforma Dini' . Se ciò fosse stato fatto probabilmente non avremmo avuto tutte le  'riforme'  che nel tempo hanno cercato di aggiustare la legge Dini. Ai tempi la principale opposizione venne dalla CISL degli ineffabili D'Antoni - Marini (qs ultimo è pure stato in predicato di diventare PdR per gli alti servigi resi al paese...).

Il VERO problema attuale sta tutto lì: nella discriminazione introdotta dalla DINI tra habens (quelli che allora avevano 18 anni di contributi) e minus habens (che che non li avevano).  Al mio naso tutto ciò ha un fortissimo puzzo di incostituzionalità ma se nessuno porta la questione davanti alla Corte (che peraltro da qs punto di vista ha mostrato qualche evidente difetto d'imparzialità) non si vede come possa essere decisa. Magari qualcuno che ai tempi aveva 17 anni e 11 mesi di contributi ed è pronto per la pensione  potrebbe arrabbiarsi e fare il passo necessario...

 

secondo me è un gioco delle parti. Renzi ha 'permesso' a Boeri di fare la sua proposta per poter rassicurare i pensionati.