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Schäuble a Quinto di Treviso. Un apologo estivo

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Dicevo che negare l'esistenza di fattori culturali rinforza gli argomenti di chi sostiene l'esistenza di fattori genetici, e cioe', suppergiù, dei razzisti.

Per quale motivo se un determinato posto non si sviluppa come gli altri possono esserci solo motivi culturali e/o genetici? Da dove deriva questa strana credenza?

L'ambiente (nel senso di clima) non inflenza? Possibile coltivare il grano o altri cereali (e quindi sviluppare una società agricola espansiva) in tutto il mondo? Il groenlandia, sull'equatore? Si vede per esempio questa mappa (la prima che ho trovato).

ma piuttosto che dividerli in queli che sono "veri" e in quelli che sono "falsi", quelli che sono "verificabili" e quelli che non lo sono (sarebbe bello, se si potessero approcciare le "scienze" sociali come si fa coi fagiolini di Mendel) o pure in quelli che vengono prima e in quelli che vengono dopo, mi piace dividerli in quelli su cui possiamo operare, e in quelli su cui non possiamo fare niente.
Genetica e clima rientrano chiaramente nella seconda categoria, quindi mi pare che siano di gran lunga meno interessanti degli altri, oltre che pericolosi (nel primo caso) e deresponsabilizzanti (in entrambi i casi).

Aggiungo che (ma qui si va nel campo delle convinzioni personali, magari se interessa ne discutiamo, ma la faremmo molto molto lunga) la mia idea che i motivi culturali siano di gran lunga predominanti rispetto a tutti gli altri. Ne sono profondamente convinto.
Ad esempio la possibilità di operare la coltivazione di cereali, da Lei citata, può avere avuto influenza nel determinare lo sviluppo delle prime civiltà umane tra il Tigri e l'Eufrate 5000 anni fa. Oggi però in quella stessa Mesopotamia si vive maluccio, mentre il pane abbonda in zone dove non si è mai vista una coltivazione di grano.
Lasciamo perdere le ragioni particolari, almeno per ora. Gli esseri umani sempre sviluppano prima delle forme mentali - per ragioni contingenti, a volte casuali, magari anche ambientali, o pure per coercizione, ha poca importanza - che poi si portano dietro, dovunque vadano, e che sono lo stampo che da forma alle Civiltà.
La "prova" empirica più chiara che Le porto sta nel fatto che esistono nel pianeta zone più/meno "sviluppate" ad ogni latitudine (ma questo termine mi piace poco, anche se qui siamo su nFA, perché focalizza l'attenzione solo sullo "sviluppo" economico che si misura col PIL, o comunque su parametri economici, mentre mi pare evidente che un tema di questa portata sia molto più esteso).
Ancora meglio, una prova empirica sta nel fatto che le stesse zone del pianeta, con lo stesso clima e le stesse condizioni ambientali, hanno conosciuto immense Civiltà in alcune ere, ed un tragico sottosviluppo in altre.
L'Egitto fu per 3000 anni il paese più "sviluppato" del mondo, ora è quello che è.
Oggi (forse) il paese più "sviluppato" del mondo sono gli USA, dove prima di Colombo correvano i cavalli dei Sioux, in un romantico paesaggio da età del bronzo.
Cosa è cambiato, in Egitto o negli USA? Forse il clima? No, quello è rimasto lo stesso.
Sono cambiate le menti. In entrambi i casi, per conseguenza di "conquiste" e di imponenti flussi migratori.