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Schäuble a Quinto di Treviso. Un apologo estivo

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non esiste più da 400 anni.
L'esempio serviva per dire che dare la colpa al babau esterno è l'atteggiamento tipico di chi rifiuta la critica interna. Dei problemi della Grecia hanno colpa i tedeschi, dei problemi dell'america latina hanno colpa gli Stati Uniti, dei problemi del mondo arabo ha colpa Israele, dei problemi dell'Italia ha colpa "Bruxelles", e via così all'infinito.
Certo che "andiamo fuori dal seminato", perché si cambia discorso.
Posta in termini più immediati e diretti, la mia osservazione era semplicemente questa: negare l'esistenza di problemi culturali, soprattutto laddove questi siano particolarmente evidenti, è controproducente perché alimenta il sospetto che non si abbia nulla da dire in merito, e quindi giova alla causa del Salvini di turno che li cavalca.

Il tema è scivoloso, lo riconosco, ma questa non è una ragione sufficiente per fare gli struzzi.
Siamo capaci di riconoscere che un problema culturale, connesso con l'immigrazione, esiste?
Il se e come affrontarlo lo discutiamo eventualmente dopo, ammesso che si sia riconoscuto che esiste. Adesso domando soltanto: esiste?