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Pensioni, il solito pastrocchio all'italiana

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Risposte

amadeus 26/5/2015 - 12:35

 

Chi garantisce che anche questa soluzione non venga dichiarata incostituzionale?

Nessuno. Tantomeno di fronte all'incompetenza dell'attuale Corte. Tuttavia la speranza è che, memori del pastrocchio che hanno appena combinato, la prossima volta siano molto più cauti.

 

Ci sono decine di appigli, molto più fondati di quello sulla mancata rivalutazione.Dai lavori usuranti, che godono di particolari agevolazioni (e quindi versano meno contributi), che vedrebbero svanire queste agevolazioni retroattivamente, ai prepensionati, che si sono accontentati di una pensione più bassa di fronte all'alternativa del licenziamento, alle donne, che avevano il diritto di andare prima perché su di loro gravano gran parte dei lavori domestici... Poi ci sono le pensioni di reversibilità, e qui dovremmo addirittura verificare i versamenti del coniuge defunto.Troppo complicato, moltissimi casi particolari da prendere in considerazione. Meglio lasciar perdere.

Secondo me sbagli. Qs problemi sono gli stessi che riguardano anche coloro che, al momento dell'entrata in vigore della riforma Dini, non avevano maturato i famosi 18 anni di contribuzione e sono passati al contributivo. Pertanto gli stessi criteri previsti per costoro sono applicabili anche a quelli che avevano invece raggiunto la fatidica soglia dei 18 anni. Per tutti calcolo pro-quota. Pertanto non vi sarebbe alcuna discriminazione, anzi solo maggiore equità ed uguaglianza. Non sono proprio qs gli argomenti a cui dovrebbe essere sensibile la C.C. ? Il problema vero che i giudici sarebbero chiamati a giudicare sarebbe alfine il seguente: le disuguaglianze di trattamento possono essere sanate solo dando a chi non ha avuto oppure anche togliendo a chi ha avuto ciò che non gli sarebbe spettato, tenuto conto anche dei vincoli di bilancio che, se non erro, stanno ben scritti nella Costituzione ?

Ricalcolare la pensione col metodo contributivo significa basarsi sull'aspettativa di vita. Non quella di ora, ma quella del momento in cui si è andati in pensione. Quindi, bisognerebbe risalire, per ciascun pensionato, alle tabelle vigenti al momento della pensione.

Poi, per i dipendenti pubblici, come avrai letto, non venivano effettuati i versamenti dei contributi da parte dello Stato, perché ritenuto lavoro inutile. Quindi, per loro, mancano i dati fondamentali per fare il calcolo. Si possono recuperare, ma è un lavoraccio.

Avevo già scritto che era un ginepraio, ideale per chi dice di voler fare qualcosa, ma alla fine non vuole fare niente.

Invece bisogna partire da questo assunto: tutti i pensionati, chi più chi meno, hanno avuto più di quanto lo Stato poteva permettersi. Una riduzione semplice, basata sulla pensione percepita adesso, salvaguardando le più basse e che sia progressiva a scaglione, sarebbe semplice e politicamente più sostenibile di qualunque altra.

Poi bisogna assumere la peggiore delle ipotesi: la corte costituzionale la boccerebbe senz'altro, cosa fare? Risposta: cambiare la corte costituzionale. Un solo articolo della Costituzione, un paio di giorni di lavoro per i parlamentari per evitare al proprio paese rischi enormi.