Titolo

Pensioni, il solito pastrocchio all'italiana

2 commenti (espandi tutti)

Entrambi

michele boldrin 25/5/2015 - 22:32

Poiche' quel paragrafo e' frutto di un aggiustamento redazionale di cui son stato responsabile, rispondo io. 

Mi sembra che concordiamo, infatti. La frase, letteralmente, dice

"Perché, siccome le pensioni vanno pagate, la tassazione sul reddito (da lavoro) deve crescere o ben via contributi sociali o ben via imposte generali. E questo ammazza il lavoro."

Mi sembra descriva quel che e' successo e succede. Quello che lei suggerisce non cambierebbe la sostanza delle cose (sono pochissime le persone occupate che non sono tenute a versare contributi all'INPS sul loro reddito da lavoro) e non e' nemmeno ovvio, REBUS SIC STANTIBUS, che sarebbe una buona idea. Ripeto: rebus sic stantibus, ossia sino a che si continua a voler pagare pensioni cosi' generose e facili.

Non sono pochi

Carlo 26/5/2015 - 21:47

Gli iscritti alle casse previdenziali professionali nel 2012 erano ca. 1.200.000, poi ci sono altri enti e le assicurazioni private. Tutte queste persone pagano i propri contributi pensionistici e con le tasse quelli di altri. Una situazione, lasciamelo dire, iniqua.

 

Ricordo che le casse private sono enti pubblici, o privati, oppure parapubblici o paraprivati, a seconda del momento e delle necessità del governo e del consiglio di stato, ma senza oneri per lo stato. Perciò, poco ma sicuro, non prenderanno mai soldi dallo stato.

 

Non dimentichiamo che i criteri di imposizione delle tasse sono diversi da quelli di versamento dei contributi pensionistici. Un guazzabuglio dal punto di vista della equità fiscale e contributiva.