Titolo

Pensioni, il solito pastrocchio all'italiana

3 commenti (espandi tutti)

Immaginate un/una giovane talentuoso e brillante, che sia riuscito ad imparare qualcosa nella nostra scassata università, magari un paio di lingue ed abbia voglia di lavorare. La prospettiva che gli viene proposta è un lungo precariato sottopagato, e poi una volta che abbai raggiunto un reddito elevato, la sottrazione della maggior parte di esso da parte di un fisco e un sistema contributivo esosi, infine intorno ai 70 anni, una pensione magrissima. Potrebbe il/la giovane accantonare una parte del suo reddito (una parte di quanto gli resta al netto della summenzionata falcidiatura) per integrare la pensione? Certo, ma qualora questi risparmi dovessero produrre un qualsivoglia reddito, anche soltanto nominale, in quanto "rendite finanziarie pure" sarebbero ulteriormente tosate del 27% (per ora, poi si vedrà).

Sarebbe assurdo immaginare che il/la volenteroso giovine faccia le valigie e parta in cerca di condizioni più favorevoli? E che la scelta possa interessare un numero sempre più elevato di persone? E che la fuga dei "best and brightest" peggiori la già scoraggiante dinamica della produttività del Bel Paese, accelerandone il declino? E allora con un PIL in caduta libera, chi garantirà i sacri e intoccabili "diritti acquisiti", qualsiasi cosa ne dica la Corte Costituzionale? Quale sarebbe allora il piano? Aumentare ancora il cuneo fiscale e contributivo, aumentando così l'incentivo alla fuga? Chiudere le frontiere e bloccare l'espatrio dei giovani, come nell'URSS?  

Pare evidente che un/una giovane assennato/a faccia le valigie per andare verso paesi meno compromessi, punto e basta. E per quanto ignoranti siano, come si tende a dire dei giovani che escono dalle nostre scuole o università, essi partono essere rimpiazzati solo da altri assai più ignoranti che affluiscono da terre ancora più depresse.

Pare tuttavia anche evidente che questo sia un esito evidente. Come evidente è, del resto, la ovvia conseguenza che questo acuisca le divergenze strutturali in favore dei paesi più virtuosi.

Tuttavia per il momento, siamo costretti a vivere alla giornata, e, per il nuovo problema specifico di bilancio venutosi a creare per l'intervento della Consulta, mi pare che l'unica via d'uscita sarà una aliquota più pesante, rispetto a quelle già ventilate da Boeri, sulla quota del retributivo dopo il ricalcolo complessivo delle pensioni.

Ad esempio, quanto costa ad un giovane lavoratore, magari autonomo e non iscritto a nessuna cassa, assicurarsi una pensione dignitosa? Fra aliquote obbligatorie in aumento (nel 2018 salvo ripensamenti arriveranno al 33,72%) e previdenza complementare facoltativa il conto potrebbe essere salatissimo