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Pensioni, il solito pastrocchio all'italiana

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C'è una imprecisione (forse voluta) nell'articolo, dove si dice che se il PIL diminuisce e la spesa pensionistica rimane costante la tassazione deve aumentare.

E' vero e non è vero: le pensioni dovrebbero essere alimentate dalle trattenute sugli stipendi, ma in effetti lo Stato trasferisce all'INPS soldi provenienti dalla fiscalità generale. Nel 2013 95.521 mil€ più 17.005 mil€ di anticipazioni. Questi 112.000 mil€ coprono oltre il 25% delle uscite (le pensioni pagate), pari a 388.354 mil€. Una parte vanno a coprire le pensioni sociali (invalidi, persone prive di reddito, etc), ma si tratta di ca 40.000 mil€. I restanti 70.000 mil€ contribuiscono a pagare le pensioni normali (anzianità, malattia, etc.)

Qui http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=0;6793;6794;&lastMenu=6794&i... i dati INPS:

Se non sbaglio le entrate annue dello Stato ammontano a ca. 700.000 mil€: quindi il 10% delle nostre tasse va all'INPS per pagare pensioni.

Non tutti i cittadini che pagano le tasse ricevono/riceveranno una pensione INPS (tra cui il sottoscritto), tuttavia anche i non-INPS devono contribuire.

Eppure basterebbe ridurre le tasse di 70.000 mil€ e di pari importo aumentare i contributi pensionistici. In questo modo quando pago le tasse saprei che vanno a pagare scuole, ospedali, strade, sicurezza, giustizia, etc.

Penso che scriverò una lettera al riguardo alla Corte Costituzionale. Forse loro possono fare qualcosa...

Entrambi

michele boldrin 25/5/2015 - 22:32

Poiche' quel paragrafo e' frutto di un aggiustamento redazionale di cui son stato responsabile, rispondo io. 

Mi sembra che concordiamo, infatti. La frase, letteralmente, dice

"Perché, siccome le pensioni vanno pagate, la tassazione sul reddito (da lavoro) deve crescere o ben via contributi sociali o ben via imposte generali. E questo ammazza il lavoro."

Mi sembra descriva quel che e' successo e succede. Quello che lei suggerisce non cambierebbe la sostanza delle cose (sono pochissime le persone occupate che non sono tenute a versare contributi all'INPS sul loro reddito da lavoro) e non e' nemmeno ovvio, REBUS SIC STANTIBUS, che sarebbe una buona idea. Ripeto: rebus sic stantibus, ossia sino a che si continua a voler pagare pensioni cosi' generose e facili.

Non sono pochi

Carlo 26/5/2015 - 21:47

Gli iscritti alle casse previdenziali professionali nel 2012 erano ca. 1.200.000, poi ci sono altri enti e le assicurazioni private. Tutte queste persone pagano i propri contributi pensionistici e con le tasse quelli di altri. Una situazione, lasciamelo dire, iniqua.

 

Ricordo che le casse private sono enti pubblici, o privati, oppure parapubblici o paraprivati, a seconda del momento e delle necessità del governo e del consiglio di stato, ma senza oneri per lo stato. Perciò, poco ma sicuro, non prenderanno mai soldi dallo stato.

 

Non dimentichiamo che i criteri di imposizione delle tasse sono diversi da quelli di versamento dei contributi pensionistici. Un guazzabuglio dal punto di vista della equità fiscale e contributiva.