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Pensioni, il solito pastrocchio all'italiana

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guardare qui http://noisefromamerika.org/articolo/sentenza-corte-costituzionale-sulle-pensioni

Grazie per le osservazioni

invero sottolineavo che (senza polemica, s'intende) per quanto riguarda questo articolo, ed in base alle motivazioni della sentenza, non è totalmente condivisibile affermare che "Renzi ha però anche torto perché non esistono sentenze che si rispettano in quota parte" e che " i diritti acquisiti sono un lusso che non possiamo permetterci ma che nessun politico nel pieno della sua attività avrà mai il coraggio  di ammettere" (quest'ultima affermazione può anche essere corretta ma non mi sembra un po' forzata la sua contestualizzazione alla vicenda).

Sul sistema pensionistico e sulla sua sostenibilità, equità eccetera possiamo dire quello che vogliamo. ma qui il tema è  più specifico e:

1.renzi può benissimo rispettare (rectius: adeguarsi a) la sentenza solo in "quota parte". perché non è né una sentenza di condanna né una declaratoria "secca" di incostituzionalità su ogni possibile blocco della perequazione.

 2. il diritto acquisito qui è quello di adeguamento della retribuzione alle dinamiche inflattive (che prescinde dalla querelle sul meccanismo di calcolo retributivo/contributivo e sul sistema a ripartizione/capitalizzazione) che è giusto mantenere, entro certi parametri di equilibrio e proporzionalità, pur tenendo a mente le "contingenti situazioni finanziarie" e altre consimili amenità.

e questo non sarebbe necessario farcelo dire da un giudice, dovrebbe essere proprio un economista a dirlo, non trova anche lei?

Nel merito la Corte dice una cosa; nei fatti la politica risponde a modo suo, ovvero con semplificazioni grossolane. Infatti nel pezzo ricordo anche che le opposizioni sono pronte a cavalcare la presumibile ondata di ricorsi. L'elemento secondo me più importante, su cui mi piacerebbe si sviluppasse una riflessione, è la consuetudine di procedere con riformine che sono più che altro dei rattoppi su un impianto legislativo traballante, non soltanto sotto il profilo dell'equilibrio finanziario.