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La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni

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- Che c'entrano gli art. 36 e 38 con l'adeguamento pensionistico? Attualmente, ogni finanziaria carica di imposte e contributi (per pagare le super-pensioni in oggetto)  dei redditi che sono ben al di sotto della soglia di sopravvivenza. Altro che "esistenza libera e dignitosa". Tra l'altro, si sta parlando di adeguamento pensionistico delle sole pensioni alte.

- Rapina di principe assoluto? E dove sarebbe la novità? Prima di tutto la Costituzione non considera la proprietà un diritto, ma "limitata al fine di renderla godibile a tutti". Art. 42.

- In secundis, la rapina è teorizzata dalla stessa filosofia redistributiva che prende arbitrariamente agli attuali lavoratori per distribuire ai pensionati di oggi, con criteri diversi oggi da quelli di ieri e da quelli futuri.

- Tertium, attenzione a confondere diritto e privilegio. Nella patria del privilegio distribuito per categoria, il diritto naturale e quello giuridico divergono profondamente.  Il primo apparterrebbe solo a chi ha realmente accantonato ciò che ha guadagnato producendo beni e servizi. Vogliamo chiedere al cittadino, depositario del common sense, come classifica in questo senso i vitalizi dei politici e gli stipendi multipli dei dirigenti pubblici e parapubblici?

L'unica cosa chiarissima da questa sentenza è che i giudici costituzionali difenderano sempre i loro stessi privilegi.