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La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni

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Il problema è che qualunque sentenza della c.c. basato sul principio di "ragionevolezza" è opinabile. Prima di tutto perché tale principio non si ispira ad alcuna norma costituzionale. In pratica, è un principio che non esiste. E poi, perché "opinabile" lo è per definizione.

Se si potesse ricorrere alla CC sul principio di "ragionevolezza", quale percentuale di quel milione di articoli del ns. sistema giuridico sarebbe soggetto al suo vaglio? Compresi gli articoli costituzionali in contraddizione reciproca, o che chiunque può benissimo considerare "irragionevoli"? Compresa questa stessa sentenza: chi ha detto che la stessa progressività retributiva è "ragionevole", visto che non può che essere arbitraria?

In realtà, il ns. sistema giuridico non è vincolato neanche alla ragionevolezza inopinabile dell'antico riferimento romano "nemo ad impossibilia tenetur".

Es.1: legge sull'immigrazione. Entrata solo con permesso di soggiorno, concesso solo a chi ha già un contratto di lavoro e di affitto. E' possibile, senza essere mai entrati prima clandestinamente?

Es.2: reddito imponibile: non sono deducibili le spese per la salute propria (solo detratte al 19%) e dei familiari realmente a carico (ex: salario completo lordo badante genitore invalido) né per il loro mantenimento (neanche se espresso da sentenza di separazione). Sono quindi soggetti ad imposte e contributi calcolati in modo fittizio anche redditi netti realmente pari a zero o meno.  E' ragionevole? Non è neanche possibile adempiervi. E vogliamo parlare dell'IRAP?

Es.3- Un cittadino è tenuto ad adempiere prescrizioni individuali dell'autorità pubblica di cui non è mai venuto a conoscenza (giacenza di raccomandata).  E' ragionevole? E' semplicemente impossibile.

E mi fermo qui, per quanto riguarda l'impossibilia. Immaginiamoci la lista della semplice "irragionevolezza". Maddài. Parliamo di niente. La ns. Costituzione non vale un fico secco. Figuriamoci le sentenze della Corte. E la ragione principale è una sola: l'art. 2 garantisce i "diritti inviolabili dell'uomo", ma si scorda di elencarli. Pare per veto di Togliatti (che già aveva in mente di farne a polpette un paio negli articoli successivi). Ed ora, eccoci qua. Con un puro nulla come riferimento. La Costituzione "flessibile". Bella invenzione, vero?