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La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni

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L'unica caratteristica richiesta ai Giudici Costituzionali è la conoscenza del diritto. Per questo la nostra costituzione, e in generale le costituzioni di tutti i paesi, limita l'accesso alla corte a magistrati, professori di diritto e avvocati, tutti con lunga esperienza. E sperabilmente capacità professionale. Per questo nella nostra costituzione i posti sono riservati ai magistrati delle corti superiori e ai professori ordinari. Si presume inoltre che se un avvocato ha vissuto venti anni della professione non sia un incapace. Azzardato, ma sarebbe difficile per un avvocato trovare altro criterio non soggettivo come requisito minimo.

I tecnici per la verità possono intervenire anche nel giudizio presso la corte, in quanto le memorie che vengono presentate dai convenuti possono citare e allegare tutti i pareri tecnici ritenuti opportuni.

Dopo di che, per esempio nel caso in questione, appurato che l'intervento retroattivo avrebbe sicuramente comportato un problema circa l'art. 81, la corte deve comunque vedere rispetto a diritti contrastanti quali abbiano la prevalenza.

Normalmente i diritti fondamentali e la prima parte dovrebbero avere la prevalenza rispetto all'organizzazione dello stato.

Questo non toglie che la sentenza in oggetto abbia rilevanti profili di problematicità, sollevati da molte parti, alcune citate nei commenti anche dall'autore di questo articolo. Ma anche in interventi sul sito dell'associazione dei costituzionalisti italiani.

Non rileva agli effetti della composizione della corte che esistano nel nostro ordinamento giudici popolari che fanno parte delle Corti d'Assise e delle Corti d'Assise d'Appello (non serve la laurea, ma per il secondo caso serve il diploma superiore, non richiesto nelle corti di primo grado).

I giudici popolari servono a valutare le prove e a stabilire se l'imputato di possa considerare colpevole o innocente. Ma la conduzione del processo, la responsabilità che le valutazioni siano fatte nel rispetto della legge, l'estensione della sentenza e l'attribuzione della pena sono comunque lasciati ai giudici togati.

In sostanza, i giudici popolari servono unicamente a garantire l'imputato rispetto alla valutazione della sussistenza del fatto a lui attribuito.

Faccio un esempio estremo. La nostra legge dice che se una persona commette un reato in stato di necessità non è punibile. Chi deve giudicare rispetto allo stato di necessità? Non è una valutazione giuridica, ma sociale.

Comunque, l'ultimo grado di giudizio (anche nel civile, non solo nel penale) è devoluto alla Corte di Cassazione. Che è composta unicamente di giudici e che valuta unicamente di legittimità giuridica, non di merito. E anche li non ci sono tecnici di merito. Giustamente a mio avviso.
Un ultima curiosità rispetto al commento precedente di KFH sull'intervento dei cittadini nella composizione della corte costituzionale. In Giappone per i giudici costituzionali esiste il "retention referendum". Nelle prime elezioni dopo la loro nomina, e poi ogni 10 anni, i cittadini possono votare contro la presenza nella corte di ogni giudice.

"L'unica caratteristica richiesta ai Giudici Costituzionali è la conoscenza del diritto".

Scusi. Bastava fermarsi a questa lapidaria convinzione, non dimostrata né dimostrabile, che evidentemente proviene da uno del ramo.

Quindi bisogna conoscere solo il diritto. Non bisogna conoscere economia, contabilità pubblica, ragioneria, sociologia, ingegneria, medicina. Se poi dalla corte costituzionale continuano ad uscire, una dopo l'altra, sentenze che scassano il bilancio dello Stato e distruggono il nostro futuro, tutto passa in secondo piano, di fronte ad affermazioni che sembrano provenire dalle tavole del monte Sinai.

Continuiamo. I giudici popolari servono per stabilire se un imputato è colpevole o innocente. Dici niente. Anche qui dobbiamo solo stabilire se una legge è incostituzionale o no. E la Costituzione la sappiamo leggere quasi tutti. E' tipico dei cultori del diritto cercare di far credere che solo loro sanno leggere.

Vorrei anche aggiungere che in altri stati, come in Francia, le scuole finalizzate al reclutamento nella pubblica amministrazione, come l'ENA, sono essenzialmente multidisciplinari. Solo da noi si confonde giurisprudenza con pubblica amministrazione. Ci sarà un motivo per cui funziona così male.

Poi non ho  detto che la conoscenza del diritto, in un organo collegiale come la corte costituzionale, sia inutile, ci mancherebbe. Ma che queste conoscenze devono collaborare e interagire con le altre, in modo da garantire un equilibrio tra diversi aspetti, tutti da prendere in considerazione.

Equilibrio che con l'attuale composizione evidentemente manca, e siccome si tratta di un organo le cui decisioni possono portarci al default, non possiamo permettercelo.