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La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni

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Lavoro d'equipe

Pigi 15/5/2015 - 08:26

A leggere certe risposte sembra che abbia proposto una Corte costituzionale composta prevalentemente di medici.

Non l'ho scritto ed è quanto di più lontano dalle mie idee. La prevalenza di medici, o di qualunque altra professionalità, all'interno della Corte costituzionale, la farebbe ricadere nel corporativismo, di cui l'attuale è l'immagine più bieca.

Uno o due medici, invece, considerato che la spesa sanitaria, tra pubblica e privata, si aggira sul 15% del PIL, e che la salute è un bene costituzionalmente tutelato, darebbero un utile contributo.  Scusate, ma pensando a Veronesi, qualcuno può pensare che un luminare della medicina non darebbe prestigio alla Corte costituzionale, piuttosto che un pincopallo proveniente dalle magistrature speciali, mandato lì per difendere con le unghie e con i denti i privilegi delle categorie?

Riguardo alla paura di "rompere tutto", a me pare che sia la corte costituzionale attuale il pericolo più grande di sfasciare tutto. A meno che non si appartenga alle categorie privilegiate, per le quali, secondo loro, i governi devono reperire le risorse con tutti i mezzi.

L'idea di porre dei limiti all'azione di questa, ma anche di un'altra Corte costituzionale, mi pare impraticabile: e se la corte se ne infischia dei limiti e afferma di non averli superati? Chi è il giudice che decide chi ha ragione?

Ma non c'è da preoccuparsi di eventuali controindicazioni: non si farà niente, in nessun senso.  Il governo tapperà il buco delle pensioni con altre tasse, soprattutto sugli immobili, dando loro un nome fantasioso e accattivante, e continueremo ad essere gli ultimi al mondo per sviluppo economico

Il potere della Corte Costituzionale, come i corrispettivi organi di altri paesi, consiste nell'inappelabilità (corte di ultima istanza). in breve a loro spetta l'ultima parola. Per le basilari nozioni di diritto che mi rimangono, la loro composizione è sempre oggetto di contrappesi da parte di chi le nomina o elegge attraverso altro organi intermedi. Nemmeno negli Stati Uniti i cittadini, che eleggono i giudici, possono scegliere i giudici della Corte Suprema.

La Corte Costituzionale si esprime solo in termini di legittimità costituzionale sui ricorsi presentati, quindi la presenza di tecnici (non giuridici) del collegio mi sembra quantomeno improbabile, dato che anche nella attività giurisdizionale corrente (civile e penale) il ruolo dei tecnici fornisce un supporto al giudizio ma non sostituisce i giudici.

Personalmente da tempo sono stupito dai pronunciamenti della Corte, oltre alla apparente contraddizione sulle pensioni, ricordo che non fu ammeso il referendum sulla legge elettorale proposto da Di Pietro perché avrebbe creato un vuoto legislativo ma poi la stessa Corte cancello la legge con un altro pronunciamento riportando il sistema precedente.

Ad ogni modo, per i criteri con cui viene formata la Corte questa serve a garantire continuità (negli USA i giudici sono addirittura nominati a vita) ed in Italia essa rappresenta un "distillato" dello Stato, nel senso che risulta composta da nomi che hanno segnato la politica e la magistratura nel corso degli ultimi anni (o addirittura decenni). Quindi è lecito non aspettaresi soprese e stravolgimenti rispetto a quanto il potere legislativo e giurisdizionale hanno prodotto negli ultimi anni.

Ricordate il gran parlare della elezione dei Giudici Costituzionali con sedute fiume del parlamento in seduta comune? Dopo aver eletto un solo giudice, dei due mancanti, tutto è tornato sotto silenzio. Nel frattempo l'elezione di Mattarella ha liberato un altro posto. Tra poco tornerà l'ennesima emergenza con appelli del Presidente, sedute notturne e titoloni sui giornali.

E pensare un po' meglio a chi eleggere?

Adesso invece?

Pigi 16/5/2015 - 11:45

Potrei capire le sue osservazioni se TUTTI i giudici costituzionali provenissero dai ruoli della magistratura.

Ma così non è. Riporto i requisiti di cui all'art. 135: i giudici della Corte costituzionale sono scelti fra i magistrati delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrativa, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni di esercizio.

Gli avvocati che diventano giudici? Sono sempre dei tecnici del ramo giuridico, si dirà. Ma, come si può leggere, può diventare giudice costituzionale anche un professore di diritto, di quelli che non hanno mai visto in vita loro un'aula di tribunale.

Ricordiamo poi che nel processo ordinario, entrano a far parte del collegio anche i cosiddetti giudici popolari. I requisiti per diventarlo non comprendono neanche la laurea.

Direi che non c'è molto appiglio per giustificare l'esclusione di altre professionalità dalla composizione della Corte costituzionale, se non il conservatorismo di chi dice: abbiamo sempre fatto così.

I tecnici di materie scientifiche ed economiche possono fornire supporto ai giudici nel processo ordinario, vero. Ma nel processo di legittimità costituzionale questi tecnici sono completamente esclusi. Non può intervenire al processo un economista esperto in conti pubblici e ammonire del danno provocato da una decisione improvvida.

Questo è il vantaggio di una composizione della Corte costituzionale multisciplinare

L'unica caratteristica richiesta ai Giudici Costituzionali è la conoscenza del diritto. Per questo la nostra costituzione, e in generale le costituzioni di tutti i paesi, limita l'accesso alla corte a magistrati, professori di diritto e avvocati, tutti con lunga esperienza. E sperabilmente capacità professionale. Per questo nella nostra costituzione i posti sono riservati ai magistrati delle corti superiori e ai professori ordinari. Si presume inoltre che se un avvocato ha vissuto venti anni della professione non sia un incapace. Azzardato, ma sarebbe difficile per un avvocato trovare altro criterio non soggettivo come requisito minimo.

I tecnici per la verità possono intervenire anche nel giudizio presso la corte, in quanto le memorie che vengono presentate dai convenuti possono citare e allegare tutti i pareri tecnici ritenuti opportuni.

Dopo di che, per esempio nel caso in questione, appurato che l'intervento retroattivo avrebbe sicuramente comportato un problema circa l'art. 81, la corte deve comunque vedere rispetto a diritti contrastanti quali abbiano la prevalenza.

Normalmente i diritti fondamentali e la prima parte dovrebbero avere la prevalenza rispetto all'organizzazione dello stato.

Questo non toglie che la sentenza in oggetto abbia rilevanti profili di problematicità, sollevati da molte parti, alcune citate nei commenti anche dall'autore di questo articolo. Ma anche in interventi sul sito dell'associazione dei costituzionalisti italiani.

Non rileva agli effetti della composizione della corte che esistano nel nostro ordinamento giudici popolari che fanno parte delle Corti d'Assise e delle Corti d'Assise d'Appello (non serve la laurea, ma per il secondo caso serve il diploma superiore, non richiesto nelle corti di primo grado).

I giudici popolari servono a valutare le prove e a stabilire se l'imputato di possa considerare colpevole o innocente. Ma la conduzione del processo, la responsabilità che le valutazioni siano fatte nel rispetto della legge, l'estensione della sentenza e l'attribuzione della pena sono comunque lasciati ai giudici togati.

In sostanza, i giudici popolari servono unicamente a garantire l'imputato rispetto alla valutazione della sussistenza del fatto a lui attribuito.

Faccio un esempio estremo. La nostra legge dice che se una persona commette un reato in stato di necessità non è punibile. Chi deve giudicare rispetto allo stato di necessità? Non è una valutazione giuridica, ma sociale.

Comunque, l'ultimo grado di giudizio (anche nel civile, non solo nel penale) è devoluto alla Corte di Cassazione. Che è composta unicamente di giudici e che valuta unicamente di legittimità giuridica, non di merito. E anche li non ci sono tecnici di merito. Giustamente a mio avviso.
Un ultima curiosità rispetto al commento precedente di KFH sull'intervento dei cittadini nella composizione della corte costituzionale. In Giappone per i giudici costituzionali esiste il "retention referendum". Nelle prime elezioni dopo la loro nomina, e poi ogni 10 anni, i cittadini possono votare contro la presenza nella corte di ogni giudice.

"L'unica caratteristica richiesta ai Giudici Costituzionali è la conoscenza del diritto".

Scusi. Bastava fermarsi a questa lapidaria convinzione, non dimostrata né dimostrabile, che evidentemente proviene da uno del ramo.

Quindi bisogna conoscere solo il diritto. Non bisogna conoscere economia, contabilità pubblica, ragioneria, sociologia, ingegneria, medicina. Se poi dalla corte costituzionale continuano ad uscire, una dopo l'altra, sentenze che scassano il bilancio dello Stato e distruggono il nostro futuro, tutto passa in secondo piano, di fronte ad affermazioni che sembrano provenire dalle tavole del monte Sinai.

Continuiamo. I giudici popolari servono per stabilire se un imputato è colpevole o innocente. Dici niente. Anche qui dobbiamo solo stabilire se una legge è incostituzionale o no. E la Costituzione la sappiamo leggere quasi tutti. E' tipico dei cultori del diritto cercare di far credere che solo loro sanno leggere.

Vorrei anche aggiungere che in altri stati, come in Francia, le scuole finalizzate al reclutamento nella pubblica amministrazione, come l'ENA, sono essenzialmente multidisciplinari. Solo da noi si confonde giurisprudenza con pubblica amministrazione. Ci sarà un motivo per cui funziona così male.

Poi non ho  detto che la conoscenza del diritto, in un organo collegiale come la corte costituzionale, sia inutile, ci mancherebbe. Ma che queste conoscenze devono collaborare e interagire con le altre, in modo da garantire un equilibrio tra diversi aspetti, tutti da prendere in considerazione.

Equilibrio che con l'attuale composizione evidentemente manca, e siccome si tratta di un organo le cui decisioni possono portarci al default, non possiamo permettercelo.