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La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni

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Completamente d'accordo, ma aggiungerei qualcosa. L'eliminazione delle quote e la condizione del "merito" non e' sufficiente o opportuna in una societa' come quella italiana egemonizzata da una Casta incentrata su dirigenti pubblici, politici, magistrati e sindacalisti. Secondo me il miglior funzionamento possibile di una societa' si realizza quando la composizione di chi amministra il potere e' la piu' ampia possibile nelle categorie dei cittadini (derivo questo anche dalla lettura di Why Nations Fail di Acemoglu e Robinson). Quindi sarebbe opportuno nel caso italiano elaborare per la Corte Costituzionale delle quote vincolanti che consentano una ripartizione quanto piu' possibile rappresentativa della societa' italiana. Non e' facile, ma io penserei a quote separate per dipendenti statali, dipendenti para-statali, dipendenti di imprese a maggioranza pubblica, dipendenti privati, autonomi e imprenditori con prevalenza di reddito privato, autonomi e imprenditori con prevalenza di reddito dal settore pubblico, pensionati. Trasversalmente a queste quote, ci vorrebbero quote ai magistrati limitata alla loro numerosita' rispetto agli occupati italiani, lo stesso per gli avvocati, i politici, i dirigenti pubblici, i dirigenti di imprese a maggioranza pubblica.