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La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni

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A mio parere, molti problemi sono dovuti all'attuale composizione, esperti in diritto con un'alta quota riservata ai ruoli della magistratura, il che li porta a diventare i custodi di quelle categorie.

Chi si stupisce perché il blocco delle rivalutazioni sia incostituzionale per alcuni e non per altri, ha un semplice metro, valido quasi sempre:  se quel blocco riguarda qualcuno di loro, è incostituzionale, altrimenti è legittimo.

La Costituzione italiana si legge in dieci minuti. E' scritta in italiano corrente, in modo da essere comprensibile quasi a tutti. Perché riservare ad una ristretta categoria la sua interpretazione?

Il modo più semplice per avere una Corte costituzionale imparziale, è quello di renderla aperta alle diverse professionalità di cui è composta la società italiana, togliendo ogni quota di provenienza della magistratura: se ci sono magistrati degni di essere nominati, si nominano, altrimenti no. Quindi, lasciare le nomine alla competenza esclusiva del Parlamento, e togliere ogni requisito sull'esperienza in campo giuridico.

Basta modificare l'art. 135 della Costituzione, con la decadenza e immediata nomina dei nuovi componenti, e tutto si risolve.

Poca fatica, grande risultato. Ma ci vogliono le palle.

Mah per poi avere dei politici ? sinceramente passo, cioè a questo punto accentriamo il potere nelle mani del capo dello stato lasciandogli l' ultima parola, oppure una soluzione parlamentare... boh mi sembra di snaturare il tutto, inoltre sinceramente credo sia una di quelle cose impossibili da modificare, politicamente passeresti sempre come un dittatore se tocchi la consulta... dobbiamo anche prendere atto che il voto è stato unanime, e dobbiamo anche capire che sarà impossibile eliminare la componente politica, bisogna trovare il modo di gestirla ma sinceramente non saprei... La leghiamo alla legislatura ? ma sinceramente difficilmente riesco a prevedere le implicazioni di una cosa del genere...

Ora abbiamo un Presidente della repubblica, che faceva parte della corte costituzionale e un ex Presidente del consiglio nominato giudice da poco.

I membri della corte costituzionale, in gran parte, fanno parte dell'area PD. Si tratta di un organo fortemente politicizzato, e fortemente corporativo.

Nominare membri di altre professionalità, economisti, ingegneri, medici... contribuirebbe a diminuire sia politicizzazione che corporativismo.

Le professionalità scientifiche e contabili darebbero un contributo essenziale ad un organo che delle compatibililtà economiche e dei rapporti costi-benefici ha dimostrato tante volte di infischiarsene.

Se qualcuno facesse un'indagine di quanto ci sono costate, direttamente e con gli effetti di trascinamento, in termini di spesa pubblica, e quindi del debito, tutte le sentenze che hanno adeguato, aumentato, parificato, stipendi e pensioni pubblici nella storia della corte costituzionale, credo troverebbe risultati sorprendenti.

Pigi, pensaci. Minore è il numero di componenti giuristi (tecnici, cioé magistrati o accademici o avvocati maturi) maggiore è la probabilità di seguire l'umore del momento rispetto a una interpretazione (restrittiva o spansiva, letterale o progressista) della costiuzione. In altri termini, avresti una corte meno ancorata alla legge proprio laddove conta di più. 

Che fare?

Pigi 12/5/2015 - 22:35

Partiamo dalla situazione attuale: la corte costituzionale continua a dichiarare illegittime leggi che riducono stipendi e pensioni, soprattutto quelli spropositati, quelli cresciuti di più negli ultimi vent'anni.

Molti affermano: non è che la corte dice che è sbagliato ridurli, dice che è sbagliato il modo. Questo atteggiamento mi ricorda l'albero con cui Bertoldo doveva essere impiccato, a patto che potesse scegliere quale. Quest'albero no, quell'altro nemmeno, e Bertoldo non fu impiccato.

Le paure, non del tutto infondate, devono tener conto della situazione attuale. E' meglio tentare una strada diversa o lasciare incancrenire quella attuale, privare i governi di un fondamentale strumento di politica economica, la manovra della massa delle retribuzioni e delle pensioni pubbliche, soprattutto, come ho spiegato, quelle che negli ultimi vent'anni, nella generale stagnazione del paese, hanno superato e doppiato quelle di paesi ben più ricchi di noi?

Una strada, quella del cambiamento, potrebbe rilanciare la crescita in modo decisivo. L'altra la conosciamo: continuare ad essere gli unici al mondo che tornano indietro.

tutto il tuo ragionamento non spiega l'effetto più probabile di quello che suggerisci, che è contrario rispetto alle tue stesse intenzioni. Mettere un medico non rende un collegio più attento alle finanze pubbliche. Semmai il contrario.

Capisco quello che dici, il potere della consulta è un potere praticamente abrogativo e può essere molto forte, ma non so se è il caso di rompere tutto il sistema, cioè per risolvere un "malfunzionamento" della corte nel 10% dei casi rompiamo tutto ? Il metodo con la quale vengono scelti i membri della corte non mi sembra assurdo, certo il Napolitano Bis ha forse avuto il suo peso, Napolitano ha effettivamente avuto la possibilità di eleggere ben 5 membri della corte questo potrebbe essere un elemento di rilevanza... La soluzione di Savino rimane forse la più pratica per ridurre la discrezionalità della corte, ovvero vincolare la corte ad interpretare la costituzione cercando di comprendere l' intento di chi ha redatto il testo più che all' attuale interpretazione... detto questo nell' ottica di una futura riforma della giustizia(chissà quando ?), posso comprendere le tue preoccupazioni ma non credo che la soluzione di ripensare il tutto risolva il problema senza crearne altri...

Lavoro d'equipe

Pigi 15/5/2015 - 08:26

A leggere certe risposte sembra che abbia proposto una Corte costituzionale composta prevalentemente di medici.

Non l'ho scritto ed è quanto di più lontano dalle mie idee. La prevalenza di medici, o di qualunque altra professionalità, all'interno della Corte costituzionale, la farebbe ricadere nel corporativismo, di cui l'attuale è l'immagine più bieca.

Uno o due medici, invece, considerato che la spesa sanitaria, tra pubblica e privata, si aggira sul 15% del PIL, e che la salute è un bene costituzionalmente tutelato, darebbero un utile contributo.  Scusate, ma pensando a Veronesi, qualcuno può pensare che un luminare della medicina non darebbe prestigio alla Corte costituzionale, piuttosto che un pincopallo proveniente dalle magistrature speciali, mandato lì per difendere con le unghie e con i denti i privilegi delle categorie?

Riguardo alla paura di "rompere tutto", a me pare che sia la corte costituzionale attuale il pericolo più grande di sfasciare tutto. A meno che non si appartenga alle categorie privilegiate, per le quali, secondo loro, i governi devono reperire le risorse con tutti i mezzi.

L'idea di porre dei limiti all'azione di questa, ma anche di un'altra Corte costituzionale, mi pare impraticabile: e se la corte se ne infischia dei limiti e afferma di non averli superati? Chi è il giudice che decide chi ha ragione?

Ma non c'è da preoccuparsi di eventuali controindicazioni: non si farà niente, in nessun senso.  Il governo tapperà il buco delle pensioni con altre tasse, soprattutto sugli immobili, dando loro un nome fantasioso e accattivante, e continueremo ad essere gli ultimi al mondo per sviluppo economico

Il potere della Corte Costituzionale, come i corrispettivi organi di altri paesi, consiste nell'inappelabilità (corte di ultima istanza). in breve a loro spetta l'ultima parola. Per le basilari nozioni di diritto che mi rimangono, la loro composizione è sempre oggetto di contrappesi da parte di chi le nomina o elegge attraverso altro organi intermedi. Nemmeno negli Stati Uniti i cittadini, che eleggono i giudici, possono scegliere i giudici della Corte Suprema.

La Corte Costituzionale si esprime solo in termini di legittimità costituzionale sui ricorsi presentati, quindi la presenza di tecnici (non giuridici) del collegio mi sembra quantomeno improbabile, dato che anche nella attività giurisdizionale corrente (civile e penale) il ruolo dei tecnici fornisce un supporto al giudizio ma non sostituisce i giudici.

Personalmente da tempo sono stupito dai pronunciamenti della Corte, oltre alla apparente contraddizione sulle pensioni, ricordo che non fu ammeso il referendum sulla legge elettorale proposto da Di Pietro perché avrebbe creato un vuoto legislativo ma poi la stessa Corte cancello la legge con un altro pronunciamento riportando il sistema precedente.

Ad ogni modo, per i criteri con cui viene formata la Corte questa serve a garantire continuità (negli USA i giudici sono addirittura nominati a vita) ed in Italia essa rappresenta un "distillato" dello Stato, nel senso che risulta composta da nomi che hanno segnato la politica e la magistratura nel corso degli ultimi anni (o addirittura decenni). Quindi è lecito non aspettaresi soprese e stravolgimenti rispetto a quanto il potere legislativo e giurisdizionale hanno prodotto negli ultimi anni.

Ricordate il gran parlare della elezione dei Giudici Costituzionali con sedute fiume del parlamento in seduta comune? Dopo aver eletto un solo giudice, dei due mancanti, tutto è tornato sotto silenzio. Nel frattempo l'elezione di Mattarella ha liberato un altro posto. Tra poco tornerà l'ennesima emergenza con appelli del Presidente, sedute notturne e titoloni sui giornali.

E pensare un po' meglio a chi eleggere?

Adesso invece?

Pigi 16/5/2015 - 11:45

Potrei capire le sue osservazioni se TUTTI i giudici costituzionali provenissero dai ruoli della magistratura.

Ma così non è. Riporto i requisiti di cui all'art. 135: i giudici della Corte costituzionale sono scelti fra i magistrati delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrativa, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni di esercizio.

Gli avvocati che diventano giudici? Sono sempre dei tecnici del ramo giuridico, si dirà. Ma, come si può leggere, può diventare giudice costituzionale anche un professore di diritto, di quelli che non hanno mai visto in vita loro un'aula di tribunale.

Ricordiamo poi che nel processo ordinario, entrano a far parte del collegio anche i cosiddetti giudici popolari. I requisiti per diventarlo non comprendono neanche la laurea.

Direi che non c'è molto appiglio per giustificare l'esclusione di altre professionalità dalla composizione della Corte costituzionale, se non il conservatorismo di chi dice: abbiamo sempre fatto così.

I tecnici di materie scientifiche ed economiche possono fornire supporto ai giudici nel processo ordinario, vero. Ma nel processo di legittimità costituzionale questi tecnici sono completamente esclusi. Non può intervenire al processo un economista esperto in conti pubblici e ammonire del danno provocato da una decisione improvvida.

Questo è il vantaggio di una composizione della Corte costituzionale multisciplinare

L'unica caratteristica richiesta ai Giudici Costituzionali è la conoscenza del diritto. Per questo la nostra costituzione, e in generale le costituzioni di tutti i paesi, limita l'accesso alla corte a magistrati, professori di diritto e avvocati, tutti con lunga esperienza. E sperabilmente capacità professionale. Per questo nella nostra costituzione i posti sono riservati ai magistrati delle corti superiori e ai professori ordinari. Si presume inoltre che se un avvocato ha vissuto venti anni della professione non sia un incapace. Azzardato, ma sarebbe difficile per un avvocato trovare altro criterio non soggettivo come requisito minimo.

I tecnici per la verità possono intervenire anche nel giudizio presso la corte, in quanto le memorie che vengono presentate dai convenuti possono citare e allegare tutti i pareri tecnici ritenuti opportuni.

Dopo di che, per esempio nel caso in questione, appurato che l'intervento retroattivo avrebbe sicuramente comportato un problema circa l'art. 81, la corte deve comunque vedere rispetto a diritti contrastanti quali abbiano la prevalenza.

Normalmente i diritti fondamentali e la prima parte dovrebbero avere la prevalenza rispetto all'organizzazione dello stato.

Questo non toglie che la sentenza in oggetto abbia rilevanti profili di problematicità, sollevati da molte parti, alcune citate nei commenti anche dall'autore di questo articolo. Ma anche in interventi sul sito dell'associazione dei costituzionalisti italiani.

Non rileva agli effetti della composizione della corte che esistano nel nostro ordinamento giudici popolari che fanno parte delle Corti d'Assise e delle Corti d'Assise d'Appello (non serve la laurea, ma per il secondo caso serve il diploma superiore, non richiesto nelle corti di primo grado).

I giudici popolari servono a valutare le prove e a stabilire se l'imputato di possa considerare colpevole o innocente. Ma la conduzione del processo, la responsabilità che le valutazioni siano fatte nel rispetto della legge, l'estensione della sentenza e l'attribuzione della pena sono comunque lasciati ai giudici togati.

In sostanza, i giudici popolari servono unicamente a garantire l'imputato rispetto alla valutazione della sussistenza del fatto a lui attribuito.

Faccio un esempio estremo. La nostra legge dice che se una persona commette un reato in stato di necessità non è punibile. Chi deve giudicare rispetto allo stato di necessità? Non è una valutazione giuridica, ma sociale.

Comunque, l'ultimo grado di giudizio (anche nel civile, non solo nel penale) è devoluto alla Corte di Cassazione. Che è composta unicamente di giudici e che valuta unicamente di legittimità giuridica, non di merito. E anche li non ci sono tecnici di merito. Giustamente a mio avviso.
Un ultima curiosità rispetto al commento precedente di KFH sull'intervento dei cittadini nella composizione della corte costituzionale. In Giappone per i giudici costituzionali esiste il "retention referendum". Nelle prime elezioni dopo la loro nomina, e poi ogni 10 anni, i cittadini possono votare contro la presenza nella corte di ogni giudice.

"L'unica caratteristica richiesta ai Giudici Costituzionali è la conoscenza del diritto".

Scusi. Bastava fermarsi a questa lapidaria convinzione, non dimostrata né dimostrabile, che evidentemente proviene da uno del ramo.

Quindi bisogna conoscere solo il diritto. Non bisogna conoscere economia, contabilità pubblica, ragioneria, sociologia, ingegneria, medicina. Se poi dalla corte costituzionale continuano ad uscire, una dopo l'altra, sentenze che scassano il bilancio dello Stato e distruggono il nostro futuro, tutto passa in secondo piano, di fronte ad affermazioni che sembrano provenire dalle tavole del monte Sinai.

Continuiamo. I giudici popolari servono per stabilire se un imputato è colpevole o innocente. Dici niente. Anche qui dobbiamo solo stabilire se una legge è incostituzionale o no. E la Costituzione la sappiamo leggere quasi tutti. E' tipico dei cultori del diritto cercare di far credere che solo loro sanno leggere.

Vorrei anche aggiungere che in altri stati, come in Francia, le scuole finalizzate al reclutamento nella pubblica amministrazione, come l'ENA, sono essenzialmente multidisciplinari. Solo da noi si confonde giurisprudenza con pubblica amministrazione. Ci sarà un motivo per cui funziona così male.

Poi non ho  detto che la conoscenza del diritto, in un organo collegiale come la corte costituzionale, sia inutile, ci mancherebbe. Ma che queste conoscenze devono collaborare e interagire con le altre, in modo da garantire un equilibrio tra diversi aspetti, tutti da prendere in considerazione.

Equilibrio che con l'attuale composizione evidentemente manca, e siccome si tratta di un organo le cui decisioni possono portarci al default, non possiamo permettercelo.

Completamente d'accordo, ma aggiungerei qualcosa. L'eliminazione delle quote e la condizione del "merito" non e' sufficiente o opportuna in una societa' come quella italiana egemonizzata da una Casta incentrata su dirigenti pubblici, politici, magistrati e sindacalisti. Secondo me il miglior funzionamento possibile di una societa' si realizza quando la composizione di chi amministra il potere e' la piu' ampia possibile nelle categorie dei cittadini (derivo questo anche dalla lettura di Why Nations Fail di Acemoglu e Robinson). Quindi sarebbe opportuno nel caso italiano elaborare per la Corte Costituzionale delle quote vincolanti che consentano una ripartizione quanto piu' possibile rappresentativa della societa' italiana. Non e' facile, ma io penserei a quote separate per dipendenti statali, dipendenti para-statali, dipendenti di imprese a maggioranza pubblica, dipendenti privati, autonomi e imprenditori con prevalenza di reddito privato, autonomi e imprenditori con prevalenza di reddito dal settore pubblico, pensionati. Trasversalmente a queste quote, ci vorrebbero quote ai magistrati limitata alla loro numerosita' rispetto agli occupati italiani, lo stesso per gli avvocati, i politici, i dirigenti pubblici, i dirigenti di imprese a maggioranza pubblica.