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La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni

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Nel 2013 i professori universitari ricorsero contro il blocco totale delle retribuzioni che, dal 2010, sta interessando tutti i lavoratori del pubblico impiego tranne i magistrati. La consulta bocciò il  ricorso con una sentenza in cui, tra l'altro, si legge:

In proposito, va in primo luogo rilevato che l’urgenza e l’ampiezza della manovra economica contenuta nel d.l. n. 78 del 2010, in cui si inscrivono le norme censurate, ha interessato l’intero comparto del pubblico impiego: la sua stessa struttura non rendeva, dunque, possibile una frantumazione delle misure previste. D’altro canto, considerato che la materia attiene a scelte di politica economica e sociale, che non spetta a questa Corte valutare (sentenza n. 119 del 2012) se non nei limiti della evidente irragionevolezza, non emergono elementi che possano indurre ad una tale conclusione.

Va infatti osservato che il sacrificio imposto al personale docente, se pure particolarmente gravoso per quello più giovane, appare, in quanto temporaneo, congruente con la necessità di risparmi consistenti ed immediati.

Del resto, nel senso della non irragionevolezza di un analogo blocco degli incrementi retributivi, si è già pronunciata questa Corte, con la sentenza n. 245 del 1997, dichiarando non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 3, del d.l. n. 384 del 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 438 del 1992, questione prospettata negli stessi termini dall’allora rimettente.

Ora, con gli stessi argomenti posti dal ricorso, che la Consult bocciò, la Consulta sblocca le pensioni. Come conseguenza,  abbiamo i pensionati con le retribuzioni rivalutate e tutti i lavoratori del pubblico impiego con le retribuzioni bloccate al centesimo dal 2010 e fino a tutto il 2018 (per adesso)  e le liquidazioni confiscate e date a rate senza interessi.

Ora il buon senso direbbe che il blocco  delle retribuzioni dei dipendenti pubblici era illegale, ma il suo sblocco affosserebbe definitivamente il paese. Un paese in cui tutti piangono e ridono solo i pensionati, un paese che sta facendo nuovi progetti per il passato.