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La lettera tragicomica del governo greco

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La grecia non dovrebbe, piu che uscire dall'euro, uscire da un'unione economica che le impedisce di difendere una dignitosa redistribuzione del reddito,a causa della totale mobilità delle merci e dei capitali? E' chiaro che i greci siano poveri, e lo diventaranno, sia nell'euro che fuori dall'euro. Ma dentro l'euro, e quindi dentro l'unione europea, sono costretti a mettere in competizione il lavoro greco con quello tunisino o algerino essendo le produzioni tunisine algerine e greche molto simili. Ma il lavoro greco è molto piu caro, quindi i prodotti nazionali costerebbero troppo e i greci preferirebbero i prodotti d'importazione. Allo stesso tempo le imprese nazionali non vendendo licenzierebbero e riallineerebbero il costo del lavoro greco con quello dei competiri. Ma a questo punto si innesca la crisi umanitaria. Un costo del lavoro troppo basso rende i prodotti greci competitivi nell'export verso i paesi ricchi europei, ma impedisce ai cittadinoi lavoratori greci di poter consumare i prodotti stessi che essi producono, ed essendo il valore aggiunto gia molto basso, una quota piccola di reddito da lavoro di un valore aggiunto basso è una miseria. Non so se mi sono spiegato bene. Grazie a tutti, Ciao.

PS: per chiarire : chiudendo il proprio mercato la grecia potrebbe redistribuire il reddito prodotto verso le classi piu povere, visto che una bassa quota salari su un valore aggiunto alto (come in germania) restituisce un reddito da lavoro decente per vivere, mentre una bass quota salari su un valore aggiunto basso da un reddito non sufficiente. Visto che in Grecia non sono in gredo di aumentare la qulità dei loro prodotti, bisognerebbe forzare traminte politiche pubbliche e chiusura dei mercati esteri una quota salari piu alta. E' questo il motivo per cui sono in rovina, secondo me. Hanno una quota salari troppo alta rispetto al valore aggiunto che il mercato internazionale riconosce ai loro prodotti.

Le sfugge forse che :

1. la Grecia NON HA produzioni industriali di rilievo

2. Chiudere significa subire chiusure dagli altri (leggasi dazi)

3. Le reti produttive e tecnologiche del 2015 sono leggermente diverse dalle visioni autarchico-bucoliche che hanno già efficacemente dimostrato di non funzionare ai tempi del fascismo.

Quello che lei propone  in due parole è : dato che non sono in grado di essere moderni facciamoli tornare a 150 anni fa, vita media di 40 anni compresa (che le tecnologie sanitarie costano e parecchio). 

Al confronto la troika è un ente di assistenza 

"papà!"

dragonfly 11/3/2015 - 15:02

"il maestro oggi ha detto che sono il migliore dei bocciati!"

per la Grecia ci sono esempi prossimi e recenti di economie chiuse: lo era l'Albania fino a poco tempo fa, in grado massimo. non doveva competere  con nessuno e da ciò ricavavano  la propria proverbiale ricchezza :-)

avevano però la sovranità monetaria, i beni tutti a km zero e piena proprietà sulle donne.

Roger, per favore leggi prima questo Krugman d'annata, poi riparliamo dei vantaggi dell'autarchia Se non hai voglia di leggerlo tutto tieni a mente questa frase:

In ogni caso, la percentuale di crescita degli standard di vita essenzialmente uguaglia la percentuale di crescita della produttività nazionale, non la produttività relativamente ai concorrenti, ma semplicemente la produttività nazionale. Anche se il commercio mondiale è oggi più sviluppato di quanto non sia mai stato, gli standard di vita nazionali sono grandemente determinati da fattori nazionali piuttosto che dalla competizione nei mercati mondiali.

Se la Grecia (o l'Italia) non aumenta la produttività è destinata a star male, indipendentemente da quanto si apra o si chiuda.

Sul fatto poi che l'apertura dell'economia implichi l'impossibilità di politiche redistributive, non so proprio da dove venga questa idea, che pure vedo ripetuta a iosa. Dal punto di vista teorico è chiaro che non è così. La redistribuzione pone limiti alla quantità di reddito che può essere prodotto a causa dei disincentivi che crea, ma questo è vero tanto in una economia aperta quanto in una economia chiusa. Dal punto di vista empirico, nelle economie aperte moderne la redistribuzione è massiccia, per esempio dai giovani ai vecchi. Magari uno può essere insoddisfatto di come viene fatta. Ma se la redistribuzione si fa troppo poco, o troppo, o nella direzione sbagliata o chessoio il problema è di politica interna, non di apertura nell'economia.  Per esempio, Renzi ha deciso di dare 80 euro mensili in più ai dipendenti con reddito tra 8mila e 24mila euro. Poteva darli a chi aveva tra 0 e 8mila euro, oppure poteva eliminare l'IRAP per il 2014, oppure tante altre cose.  La sua scelta è stata dettata da ragioni politiche interne. L'apertura dell'economia italiana non è certo stata un impedimento.