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Riforma delle banche popolari: cosa c’è di sbagliato.

7 commenti (espandi tutti)

BCE

marcodivice 27/2/2015 - 13:22

non credo che il criterio degli 8 miliardi sia arbitrario. dovrebbe essere legato ai criteri per i quali si ricade sotto il controllo BCE, e sono abbastanza sicuro che l'urgenza del decreto derivi da questo. qualcuno più esperto di me mi corregga se sbaglio.

quanto all'argomentazione "cosa fanno gli altri?" trovo più convincente chiedersi "è una riforma valida?"  . non è che se una cosa è sbagliata, diventa corretta se la fanno altri. E viceversa ovviamente.

nell'ultimo elenco dei soggetti, definiti significativi,  posti sotto sorveglianza diretta BCE, compaiono 7 banche popolari italiane. il decreto-renzi ne colpisce 10. i criteri europei non sono poi puramente patrimoniali, ma anche di rilevanza sistemica nazionale e internazionale, che non sembra roba da popolari.

la mia irrilevante opinione: l'urgenza viene dalla situazione da veneto banca e pop vicenza, grosse ma  non  quotate. il valore dell'azione è fissato dall'assemblea dei soci a valori folli, ante crisi. in queste condizioni il loro adeguamento alle indicazioni degli stress test è stato faticosissimo ed irripetibile.

ad es. veneto banca all'ultimo aumento di capitale ha iscritto 10*000 nuovi soci, tutti  intortati allo sportello mentre trattavano il mutuo o l'acquisto di un' obbligazione della casa.

il limite inferiore di 8 miliardi si ricava poi dall'ultima in classifica, la pop bari, pure non quotata. perchè arrivare più in basso, vista la minore rilevanza? non lo so, il fatto che però il dominus della banca si addirittura l'erede del dominus precedente, non fa pensar bene. dominus, non proprietario, che per esser proprietari bisogna investire soldi.

 

veneto banca e pop vicenza, grosse ma  non  quotate

Vero, ma sono emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, e per ciò soggetti ad obblighi di comunicazione al pubblico e alla Consob pressoché analoghi a quelli delle società quotate. Inoltre, con MiFID anche titoli non quotati possono essere negoziati su MTF, senza che l'emittente ne chieda l'ammissione. Per cui, il fatto che Veneto Banca e Popolare Vicenza non siano quotate non dice granché.

che bello

dragonfly 27/2/2015 - 15:08

allora chi cerca di vendere da mesi, potrà farlo al prezzo fissato dall'assemblea. non scherziamo sui prezzi, che sono una cosa seria.  "senza mercato" dice tutto.

il valore delle azioni delle popolari non quotate è più farloco dell'ultimo bilancio URSS.

Ma anche quello delle quotate (a suo modo) è distorto: sconta infatti l'impossibilità di avere una governance e una gestione efficaci, così riducendo il valore potenziale per gli azionisti. Un pò come la golden share 

BCE

Stefano Longano 27/2/2015 - 15:18

Il controllo diretto della BCE è dedicato alle banche con oltre 30 Miliardi di attivi patrimoniali, o più precisamente alle banche "significative" di un paese membro della eurozona. La BCE comunque si riserva di controllare tutte le banche dell'eurozona, sia imponendo criteri uniformi di vigilanza nei singoli paesi e controllando i controllori (le banche centrali nazionali o le autorità indipendenti di supervisione a seconda del paese), che controllando direttamente.
Qui trova i criteri di classificazione e le linee guida per la vigilanza BCE.

Non trovo da nessuna parte il valore di 8 Miliardi di Euro di attivi patrimoniali. Ma potrei aver letto male.

Per il resto a me pare che in ogni caso sia interessante fare una analisi comparata tra i vari paesi.

Sebbene sia vero che ciascuno ha le sue particolarità, è sempre interessante compararle.

Non sarei nemmeno così certo che esistano in senso assoluto soluzioni giuste e sbagliate. E' molto probabile che le soluzioni più opportune dipendano dal contesto.

In ogni caso, considerato che Renzi e Padoan hanno giustificato l'intervento con un "ce lo chiede l'Europa", domandarsi se sia vero o meno non mi sembra ozioso.
Così come mi parrebbe interessante vedere se vi sono differenze negli impieghi e nelle sofferenze tra le varie tipologie di banca nei vari paesi. Ma questo forse è chiedere troppo.

Se poi vogliamo restare unicamente sul problema nazionale, a quel punto io riterrei più ragionevole la soluzione preferita dall'articolista, ossia la trasformazione in SpA di tutte le popolari italiane.
Non mi pare, ma appunto qui mi sarebbe interessato il parere dell'esperto, che per la maggior parte delle nostre sia ancora valido il presupposto (che appunto mi pare invece permanga negli altri paesi europei) di territorialità o mutualità che ne hanno determinato la forma di governo particolare.
Salvo che so, la Valsabbina? Quella la teniamo cosi?

Credo di aver già risposto più su.