Titolo

Tito Boeri presidente dell'INPS

3 commenti (espandi tutti)

Che gli italiani comincino a vedere gli immobili come un' attività al pari di un' altra, da usare anche per costruire un vitalizio, è pura utopia. Alla rinfusa: gli italiani non vendono casa quando i valori scendono perché DEVONO RISALIRE, e non la vendono quando salgono perché necessariamente domani saranno maggiori, la vendita con riserva di usufrutto è offerta a magari l' 89% del prezzo della proprietà piena con usufruttuari femmine sessantottenni, il fondo comune immobiliare è sempre andato assai moscio perché il mattone lo si deve toccare e deve essere mio; a questo aggiungo che il reverse mortgage è stato smesso dalle poche banche che in Italia lo erogavano, ed oggi non è più disponibile, che ogni volta che sono andato, da assicuratore, a proporre il vitalizio a premio unico ad agenti immobiliari per loro clienti che vendevano la nuda proprietà sono stato sempre guardato come se stessi proponendo eroina radioattiva, che quando si fa rilevare che, visto che le case si costruiscono con € 1.200/mq, è assurdo che si ragioni in termini di più di € 4.000/mq per venderle, anche volendo tenere conto di terreno e licenza (e comunque si possono magari fare vari piani, su cui ripartire i relativi costi), ti guardano come si guarda un marziano; che, dicendo che se vendo per ricomprare una casa analoga, è opportuno che i prezzi crollino, così risparmio su notaio ed imposta di registro, vengo preso per folle, ... In realtà uno dei problemi più seri degli italiani è considerare la casa come i cafoni consideravano il castello del feudatario: un segno. Ed i segni non si usano per farsi la pensione, non si vendono, non si ipotecano, anche se questo comporta il doverci vivere stando a pane e cipolla.

Adesso non c'e' un mercato, perche' i pensionati hanno pensioni alte. Vogliamo scommettere che vitalizi e reverse mortgages riappariranno fra 15-20 anni?

Sono d'accordo con Andrea.

Il ciclo immobiliare in Italia sembra essere arrivato ad un punto espansione che difficilmente potrà ampliarsi ulteriormente nei prossimi anni. Se a questo si aggiungono:

  • i) il numero limitato di scambi immobiliari negli ultimi tempi;
  • ii) il periodo di deflazione che spinge a preferire la liquidità agli investimenti;
  • iii) il tasso di interesse che difficilmente potrà scendere;
  • iv) l'esposizione delle banche sull'immobilare (mutui) e il loro timore per una caduta dei prezzi;

oltre alla situazione generale di previsione di calo del reddito nel lungo periodo (è l'argomento del thread), penso che anche i più ostinati cafoni dovranno riconsiderare il loro modus operandi.

Per il resto è assolutamente vero che l'italiano medio ha un rapporto tutto particolare con gli immobili.