Titolo

Etica, politica, vita (I)

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Ultimo rilievo

Matteo2 6/12/2014 - 20:49

Ultimo rilievo, e cruciale, mi pare, poi taccio per sempre.
Al punto 6 (o 7 che sia) “equivoci: la morale impone la collettivita', no,”
la cosa appare troppo sbrigativa per una questione così fondamentale. Fa il paio diametralmente opposto con una possibile obiezione di Feuerbach, o meglio e più incisivo di Marx: tutto questo è solo espressione di sovrastruttura borghese.
A nulla vale l'esempio “folgorante” di Kant, perché se in Scozia s'è deciso che il clan si comincia da tre, la molteplicità comincia già da due. E cosa sia un Robinson Crusoe che non tornasse più definitivamente, e neanche conoscesse Venerdì, e neanche servisse almeno da cibo per cannibali, e solo “volesse” da se impiccarsi o cibarsi di mosche o predicare ad alta voce, nessuno sa, e potrebbe mai sapere e neanche lui, o neanche esso, o neanche. L'ultimo della specie umana sull'isola da solo non esiste, potrebbe edulcorarsi una compagnia divina come da copione, ma così siamo di nuovo a due, o almeno mettere un messaggio in una bottiglia, e allora tornerebbe ad essere qualcosa solo quando, rintracciandola dopo un millennio a Fregene, mi sgorgasse una lacrima per lui. Ma anche se il controesempio avesse campo, non è una questione di logica matematica la morale, potrebbe essere il caso di una sua determinazione singolare che non preclude a una manifestazione più piena, e meno angusta. Che è poi, appunto la cosa che sembra interessare.
Se può servire, nel libro-intervista “I corrotti e gli inetti”, Gennaro Sasso dice due cose che potrebbero essere in questo caso di aiuto: “Il mondo dell'accadere non può essere avvicinato a partire dalla sua assolutezza e incontrovertibilità. Dopotutto, è la duttile intelligenza, non la filosofia, che consente di avvicinarsi alla realtà.”