Titolo

Etica, politica, vita (I)

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intendo spiegare.

Non si possono fornire giudizi di valore sui Valori, evidentemente.

Razionalmente però si può indagare non solo come fuzionino (di questo Kant ha detto tutto quello che c'era da dire), ma anche cosa essi siano, e a cosa servano. 
Si può ricostruire il percorso che ha portato a crearli.
E tramite la congruità dei propositi con i risultati si può dare, anche sui Valori, un certo tipo di giudizio, loro peculiare.

Cercai anche io, nel mio piccolo, di spiegare come (secondo me, si capisce) ciò si possa fare.
Non posto link. Domani con calma, se ne ha voglia, ne riparliamo.
Buonanotte.

1. Nota a margine. Per evitare un equivoco. Questo è un dibattito sull'etica, quindi con la parola "Valori" io intendo i Valori morali. Lo davo per scontato. Non confondiamoli col "Valore", quello indagato da Marx, Ricardo, Walras etc.. che a sua volta è da non confondere col prezzo)

2. Nota a margine. Avevo già letto, con molta attenzione, il post da Lei linkato, compresi obiezioni e commenti tutti. Per giocare a carte scoperte posso anticipare subito che la mia posizione (ebbene sì, anche se non ho la patente di filosofo, ho una mia teoria morale) è più vicina a quella di Rodotà che a quella di Brusco (anche se c'è molto da argomentare per dire come ci si arriva).
La mamma non si vende a nessun prezzo, il giudice non può che assolvere l'innocente, se anche la conseguenza necessaria di ciò fosse una guerra intergalattica e l'estinzione del genere umano, eccetera. La Giustizia, il bene ed il male, sono anteriori a qualunque calcolo razionale. Quindi sì, i Valori (morali) sono intrinsecamente irrazionali, come bene dice Lei. E non possono essere oggetto di Quantificazioni.
Ciò nonostante, essi esistono, altrimenti non saremmo qui a parlarne.
Di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere; ma "ciò di cui non si può parlare" è ciò che non è.
I Valori morali sono (qualunque cosa essi siano) e dunque di essi si può parlare. 
Ma di ciò di cui si può parlare, si deve parlare con chiarezza. Quindi la ragione, scacciata poc'anzi, rientra subito in gioco.