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Etica, politica, vita (I)

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I valori non son giustificati da nulla. sono ordinalmente classificabili. Cercai di spiegare perche, (su noisefromerika, viz. Martedì, 21 febbraio, 2012 - 06:00 - Dei valori e delle pene, dilemma di un sabato sera)



per metterlo in una terminologia che mi appartiene. se io do un valore altissimo all'estetica delle donne che vanno a letto con me (chi scrive e' maschio assai anziano, ma visse, anche di vicende del genere), tale valore puo' esser enorme al punto di pensare opportuno bruciare la lingua con l'acido a chi ne dubitasse la bellezza. si, e' un fenomeno eccentrico, ma consideri che vi e' chi uccide con tutti i costi del caso, perche' la persona vittima sostiene il Cesena e non il Milan. non so bene cosa siano le giustificazioni razionali dei valori. si noti che i valori NON sono dipendenti da regole morali. su questo han ragione gli economisti veri. I valori che un soggetto si diede sono inducibili a posteriori, il piu; delle volte da osservazioni del comportamento del soggetto (ha piu' valore comprarsi il giornale che il gelato al limone, esclusivamente perche' palma si compro' il giornale), hanno nessuna essenza naturale, non sono elettroni, sono il prodotto della gerarchia ordinale: quel che se ne puo' dire e' che dato un soggetto questi sono sempre in tre categorie, piu' in alto piu' in basso e in una vasta zona di indifferenza, e.g.  metre so benissimo che porrei garnde valore nel diventare un violoncellista migliore di tortelier di tirar calci al pallone meglio di Mazzola, mi fotte proprio nulla, ma NULLA (ergo sono indifferente tra il valore di diventare Mazzola o di diventare Totti)

mi scusi, ma il razionalismo applicato al nulla e' perversamente irrazionale.

intendo spiegare.

Non si possono fornire giudizi di valore sui Valori, evidentemente.

Razionalmente però si può indagare non solo come fuzionino (di questo Kant ha detto tutto quello che c'era da dire), ma anche cosa essi siano, e a cosa servano. 
Si può ricostruire il percorso che ha portato a crearli.
E tramite la congruità dei propositi con i risultati si può dare, anche sui Valori, un certo tipo di giudizio, loro peculiare.

Cercai anche io, nel mio piccolo, di spiegare come (secondo me, si capisce) ciò si possa fare.
Non posto link. Domani con calma, se ne ha voglia, ne riparliamo.
Buonanotte.

1. Nota a margine. Per evitare un equivoco. Questo è un dibattito sull'etica, quindi con la parola "Valori" io intendo i Valori morali. Lo davo per scontato. Non confondiamoli col "Valore", quello indagato da Marx, Ricardo, Walras etc.. che a sua volta è da non confondere col prezzo)

2. Nota a margine. Avevo già letto, con molta attenzione, il post da Lei linkato, compresi obiezioni e commenti tutti. Per giocare a carte scoperte posso anticipare subito che la mia posizione (ebbene sì, anche se non ho la patente di filosofo, ho una mia teoria morale) è più vicina a quella di Rodotà che a quella di Brusco (anche se c'è molto da argomentare per dire come ci si arriva).
La mamma non si vende a nessun prezzo, il giudice non può che assolvere l'innocente, se anche la conseguenza necessaria di ciò fosse una guerra intergalattica e l'estinzione del genere umano, eccetera. La Giustizia, il bene ed il male, sono anteriori a qualunque calcolo razionale. Quindi sì, i Valori (morali) sono intrinsecamente irrazionali, come bene dice Lei. E non possono essere oggetto di Quantificazioni.
Ciò nonostante, essi esistono, altrimenti non saremmo qui a parlarne.
Di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere; ma "ciò di cui non si può parlare" è ciò che non è.
I Valori morali sono (qualunque cosa essi siano) e dunque di essi si può parlare. 
Ma di ciò di cui si può parlare, si deve parlare con chiarezza. Quindi la ragione, scacciata poc'anzi, rientra subito in gioco.