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Etica, politica, vita (I)

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la cripta in cui il criptico palma vive non e' caverna platonica.

'clanico' l'aggettivo viene da (anticamente scozzese poi diffusosi ovunque) CLAN, nel senso di famiglia, non intesa come i consanguinei, ma come gruppo di ui la persona fa parte. a volte basate sul servaggio (crofting per chi sa l'economia) a volte sul territorio occupato (per cui i servi dei lacedemoni se combattono combattono per i due re di sparta perche' vivono della stessa terra, anche se non si sposano mai) a volte persino su bizzarrie come quelli che parlano la lingua mia e di mia madre (mia madre mi parlava in un patois comico di venexian e di francese, per cui non sto a ripeter quanto sia confuso io da quelli che mi mandano oscure minacce se non voto per la "liga" di alberto di giussano...-)

il riferimento alla morale e' il seguente. quando scelte si operano, la morale (a mio avviso, ma invito dissenso) e' imparziale, nel senso della "legge uguale per tutti", nel senso dei moderni la legge e' formale: nulla importa e nulla segue dal fatto che sia vescovo, baronetto, villico, borghese di citta' o alta borghesia bancaria; se x ha rubato si applica la legge sul furto, non si da guarantegia di nascita, di censo, di sesso, di religione, etc. 

Quel che suggerisco e' che quando facciamo scelte serie sempre e quasi d'istinto il clan conta.

se ci fosse un cataclisma in Missouri, per dirla semplice, mi preoccupo della sorte di DKL & MB prima degli altri. si noti che i due in questione non hanno nessun difetto o pregio in piu' o in meno di tutto il resto della popolazione, sono quelli che stanno a cuore a ME, non al principio.

 

Questo per me ' un problemino non semplice, e per questo abbiamo con fatica inventato idee come il principio della chirurgia (mio padre faceva il microchirurgo e non avrebbe mai toccato me appunto perche; essendo il clan suo in ballo, ritenne sempre che non era freddo abbastanza al tavolo col bisturi) e il "conflitto di interessi" per cui un magistrato che giudica, che so del divorzio di Berlusconi e' bene non si fidanzi con donna Barbara e che non abbia un legame con donna Veronica. Perche'? perche' il clan conta e molto, e si cerca di arginarne gli effetti. Qunato in l;a si spinga questa opera di argine e' discutibile ma questo ho in testa.

 

 

Ritorno con piu' calma sul resto, rimasi fedele da tanti anni all'idea che ci cio' di cui non si parla chiaramente, si tace, non si fischia, si bofonchia si sbraito (se sbraito e' esclusivamente perche; mi incazzo, un fenomeno che a me e' preclaro, mai trovai il balsamo che mi fa non incazzare.)

ritorno domani sera con meditate riflessioni se ci riesco. trovo il problema morale un enigma, la ragione e' davvero filosofica. di tutto cio' di cui si puo' dire che sia falso o vero o "in mezzo" (probabile, verificabile etc.) i comandamenti morali non stanno li. Il fatto che anche se tutti, che ne so, rubano e mentono, NON esibisce nessuna falsita' per comandi come "non mentire" e "non rubare". cerchero' di spiegarmi chiedendo venia se utilizzo le scadenti qualita' morali mie in merito.

 

il senso del suo "clanico", ed è un ottimo punto di partenza.
Il luogo d'origine (dunque la spiegazione) del sentimento morale è quello che lei chiama Clan, che io chiamai "gruppo umano" e che la sociologia chiama gruppo sociale primario.

Secondo la definizione che copio da Wikipedia, questo è

composto da almeno tre persone che interagiscono per un periodo di tempo relativamente lungo, sulla base di rapporti intimi faccia a faccia

Non solo famiglia quindi, ma piccole comunità come tribù, o anche consessi di colleghi, o altro, che come scrive lei possono essere

basate sul servaggio, a volte sul territorio occupato, a volte persino su bizzarrie come quelli che parlano la lingua mia

O altro ancora.
Decisivo è che le persone in gioco siano almeno TRE (il duale è escluso) che l'interazione tra di loro sia sufficientemente lunga (vedo bene che è relativo, ma accontentiamoci) e che sia basata su rapporti intimi faccia a faccia.
Questo è il luogo di indagine. Se conveniamo su questo, è già qualcosa. A domani.

N