Titolo

Etica, politica, vita (I)

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Una sintesi?

Matteo2 3/12/2014 - 17:20

 

In quella che sempre più appare una ricca molteplicità di stimoli, la più efficace sintesi dell'insieme pare essere: “Io sono le mie scelte e niente altro.” Questa non solo si presta a disegnare il percorso verso una definizione accettabile di morale, ma anche può servire come criterio, che poi sembra essere l'obiettivo di questo post. Una scelta che mi migliora sarà una scelta morale, una scelta che mi peggiora sarà una scelta a-morale più che immorale, visto che, come da tutti qui riconosciuto, immorale è solo un giudizio relativo. Inoltre sembra così anche preclusa quella inclinazione morbosa ad imporre la morale agli altri.

Tuttavia, tutto questo rimane sul piano della temporalità, il quale sembra essere un concetto definitivamente acquisito dalla modernità, Dio è morto da tempo, e dunque meglio evitare di attardarsi a sfondare porte aperte; la questione più intrigante l'avevo posta a stimolo, non raccolto, di una componente spaziale oltre che temporale, o se si vuole contestuale, che poi è la premessa di un trasporto del problema sul piano politico.

E qui si deve rilevare che la cultura anglosassone annovera ingegni brillanti e acuti, che appoggiano il loro anche grande riscontro alla dote innata di rimanere accosti al buon senso o senso comune, un modello fu Bertrand Russell che, per la verità, troppi più che utilizzare per ispirarsi emulano, e che a leggerli sembra di leggere i grandi del passato: Tacito, Livio, Sallustio, Cicerone, e perché no anche Virgilio, e tuttavia, come accade per quelli, finita la lettura, sembra che qualcosa manchi, e qualche cosa non di accidentale, ma di sostanziale. Una sensazione, appunto, di vuoto.

Questo solo per dire che spero non si finisca alla fine per teorizzare per l'etica l'esportazione della democrazia. Perché gli anglosassoni e derivati sono decisamente simpatici, e anche molto simpatici, ma non sempre. Anche se c'è da dire che lo sono più spesso dei sassoni che sono, anch'essi per naturale inclinazione, sempre portati ad esportare agli altri troppe più cose.