Titolo

Etica, politica, vita (I)

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Un post come questo in un blog pubblico, da parte di un personaggio noto e sovente attaccato anche sul piano personale, richiede una certa dose di coraggio. Forse si sarà aiutato con un paio di birre, ma in ogni modo ha la mia ammirazione. Chapeau.

Vorrei dare il mio contributo, ma ho un po' di timore. L'ultima volta che l'ho fatto ne è venuto fuori un libro. Butto solo two cents, poi, per ora, mi ritiro.

-) Prima di ripescare Aristotele e l'Aquino, Philippa Foot ci ricorda che l'etica ha senso solo in relazione alla vita. Possiamo intenderla soggettiva o oggettiva, e sicuramente fa parte del rapporto di un individuo "con lo specchio del bagno", come dice Boldrin. Cionondimeno la sua natura è sociale. Proposizioni morali non hanno senso dove non c'è vita: nulla di ciò che accade nel pianeta Marte può essere mai "giusto" o "ingiusto". Dove non c'è vita non ci sono il bene ed il male.
Nell'indagine sul contenuto delle proposizioni morali si deve tener conto di ciò.

-) Qualunque cosa siano, i Valori sono istanze interiori, personali, addirittura intime (come bene li descrive Kant), il cui significato, però, è puramente intersoggettivo.

L'indagine sul loro senso (che è differente dall'indagine sulla loro origine, ha ragione Boldrin, ma la seconda è propedeutica alla prima) per me deve procedere muovendo dall'osservazione dei gruppi umani, intesi come soggetti collettivi.