Titolo

Etica, politica, vita (I)

1 commento (espandi tutti)

dobbiamo considerare che viviamo in una cultura - o meglio, che la nostra formazione culturale già è intessuta di regole morali e che queste, se non le rifiutiamo insieme con essa, sono in qualche misura parte della "natura" di ciascuno di noi. Con questo non intendo negare la possibilità di cambiamento: ma, credo, anche l'accettazione di regole morali nuove è sempre frutto di un processo sociale per cui, per esempio, in un certo momento storico le regole apprese durante la nostra formazione non ci sembrano più quelle giuste, perché altre ne sono emerse nell'ambiente in cui viviamo e ci hanno convinti. 

Volendo, si potrebbero considerari "regole naturali" quelle che ci sembrano necessarie per una vita in comune con altre persone: tale sarebbe il monito kantiano di trattarle come fini in sé e non come mezzi che, a ben vedere, è una versione culta della vecchia regola di trattare gli altri come vorresti essere trattato da loro e di non trattarli in un modo in cui non vorresti essere trattato. Il resto - non usare violenza contro le donne, non discriminare i diversi, non rubare, ecc. - sembra derivare di conseguenza.