Titolo

Etica, politica, vita (I)

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Premessa. Ci sono persone civili (forse tutti i partecipanti a questo blog) e incivili (quelli del “chissenefrega”).

Tesi 1. I dissidi fra persone civili dipendono praticamente quasi sempre da una diversa valutazione delle conseguenze di una scelta “morale”

Tesi 2. In particolare, alcune persone civili, ma abbastanza ignoranti e stupide, non si occupano delle conseguenze, tranne quelle più ovvie e immediate. Vi danno poco peso non per le sofisticate ragioni individuate da un BW (nella sua critica del consequenzialismo che imparo ora da Wikipedia), ma semplicemente perché non sono in grado di calcolarle, perché pensano che nessuno sia in grado di calcolarle seriamente, e perché preferiscono limitarsi quasi solo alle intenzioni -- benintenzionati privi della weberiana etica della responsabilità.

Se valgono premessa e tesi, il campo dei problemi proposti da Boldrin è piuttosto ristretto. Riguarda le indecisioni di, e i dissidi fra, persone civili propense a calcolare, more economico, le conseguenze di una scelta. A questo punto, mi piacerebbe che Boldrin offrisse un esempio concreto, cioè un caso in cui incertezza e disaccordo NON dipendano da un diverso calcolo delle conseguenze, ma da “valori” diversi. Sto sostenendo che nella vita pratica casi del genere siano rari – restando sempre nell’ambito di persone civili, razionali e competenti.

Anche riguardo alle scelte personali, se avessi una buona previsione delle conseguenze, su di me e sul resto del mondo, di fare A in alternativa a B, credo che non mi capiterebbe praticamente mai di avere alcuna tormentosa incertezza fra A e B.

My two cents