Titolo

Etica, politica, vita (I)

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Sono le 3 di notte e anche io voglio partecipare al dibattito. 

Partiamo dal presupposto che siamo dotati della ragione, che è l'organo che ci serve per prendere le decisioni. E cosa è la morale se non il decision making, appunto? Da qui il primo risultato: è morale tutto ciò che è razionale. Con razionale intendo tutto ciò che non è malattia mentale. Ad esempio, se decido di mangiare per farmi passare la fame allora sono razionale; se invece decido di non mangiare per farmi passare la fame allora non sono razionale. E sì, la time inconsistency è inclusa: è razionale sia fare una cosa quando la si voglia, sia non farla quando non la si voglia.

 

Problemi

  1. 1) La ragione non sa tutto, è limitata. Certe volte semplicemente non sappiamo cosa bisogna fare per raggiungere lo scopo che ci siamo posti. Ad esempio, voglio diventare molto ricco, ma non so come fare. Oppure: amo e, allo stesso momento, odio mia moglie, e quindi non so se lasciarla o no.
  2. 2) Ogni uomo non è da solo nell'universo, ma interagisce con altri simili. Però la ragione è individuale. Quindi, mentre sono sicuro di quale scelta intraprendere per raggiungere il mio scopo, non lo sono più quando si tratta degli scopi dei miei prossimi. Cioè la ragione, di per sé, è solipsistica, non sa nulla dei mondi mentali delle altre persone. Il che è un caso di grossissima limitazione, di cui al punto 1).

Si noti che il dibattito pubblico sulla morale è concentrato, appunto, soprattutto sui due problemi elencati: cosa fare quando non si sa cosa fare e cosa fare non come individuo, ma come società.

 

Risposta

La soluzione a entrambi i problemi consiste nella formulazione di una morale che propongo di chiamare simbolica. Tali sistemi aggiuntivi funzionano da fonte di "razionalità esterna" quando la nostra ragione individuale "si arrende". Quindi, non lascio mia moglie perché è vietato dalla morale simbolica. Oppure amo il prossimo perché è imposto dalla morale simbolica.

La morale simbolica è controintuitiva. I suoi divieti e le sue imposizioni sono (spesso) totalmente irrazionali e arbitrari, cioè non portano a nessuno scopo ben definito; oppure portano a un fine addirittura contrario a quello intuitivo. Non sono altro che simboli della morale stessa (cfr. il precetto del "non dormire sulla terraferma", in Perelandra di C.S.Lewis). Però, allo stesso tempo, permettono di prendere decisioni in — molti dei — casi difficili, e risultano — in vario grado — efficienti nell'organizzare la vita sociale.

Spesso diventano talmente integrati nella nostra cultura da riuscire a formare la nostra ragione. Ad esempio, prendo la decisione di contenere la rabbia perché è più razionale, ma in realtà questo mi sembra più razionale perché nella mia cultura si è imposta la morale cristiana che prescrive di farlo (e che ha dato dei buoni frutti nella storia della convivenza sociale).

Ma non bisogna dimenticare che i sistemi di morale simbolica (insomma, le religioni) sono prodotti della ragione, e quindi hanno gli stessi limi di cui sopra. Cioè in alcune situazioni sono impotenti (chi deve lasciar morire dottor House, tra la partoriente e il neonato, se uno solo può essere salvato?). Oppure si dimostrano non abbastanza efficienti, e quindi troppo irrazionali, nel gestire certe interazioni sociali (ad esempio, le nozze tra gay). In casi come questi, con il metodo empirico, se ne inventano di nuovi (cfr. il passaggio dalla morale cattolica alla morale di Lutero e poi Calvino).

Conclusioni
Quello che scrive Michele si riduce, a mio avviso,  alla costatazione che è morale ciò che è razionale. Mi pongo uno scopo e cerco di raggiungerlo. Però non c'è neanche bisogno di riaffermarlo: è già così, sempre. Perché la fisiologia del nostro corpo ci fa comportare in questo modo. Mentre ogni dibattito teorico sembra qui ricadere inesorabilmente nel "paradosso della domanda e risposta".

Rimangono, certo, situazioni in cui non si ha una risposta sul che fare (ma sono estremamente rare). Però, allora, o la risposta non c'è e non ci sarà (perché la ragione non è ognipotente). Oppure in realtà sappiamo benissimo quale sia la scelta da fare, solo che abbiamo paura o pigrizia di prenderla. E quindi cerchiamo scuse teoriche per non prenderla.

Mi scuso per essermi dilungato. Sono già quasi le 5... 

P.S. Ovviamente la misura di ciò che è razionale cambia da persona a persona. Ma anche la morale, se è per quello.