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Legge di stabilità 2015: calma e un po' di gesso

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Giovanni, grazie mille. Ho dato una scorsa veloce al documento.

Per il 2015 è previsto un aumento del PIL reale di 0,5%. Anche l'inflazione è prevista a 0,5%, per cui il PIL nominale è previsto crescere dell'1%.

Sulla spesa, è particolarmente interessante la Tabella III.1a di pagina 29.  Prima della manovra la previsione era che la spesa nominale nel 2015 fosse 833 mld, due in meno che nel 2014. Per ottenere tale risultato si assume che la spesa per interessi passi da 76,7 miliardi a 74,3. Dato che il debito è in crescita questo è possibile solo se cala il costo medio del debito. Sarei curioso di saperne un po' di più su come sono stati fatti i conti al riguardo. Probabilmente c'è un effetto di trascinamento, il costo cala man mano che giungono a maturazione i titoli emessi a tassi più alti e vengono rimpiazzati da nuovo debito contratto ai più bassi tassi attuali.

Altra voce che cala è quella per ''altre prestazioni sociali'', che include aiuti a disoccupati e bisognosi (spesa sociale non pensionistica), passa da 73,3 a 71 miliardi. Anche qui mi piacerebbe sapere meglio come si ottiene tale riduzione e quanto sia credibile.

Quello che continua ad andare su è la spesa pensionistica,  da 258,9  a 263,1. Chissà se tra i 15 miliardi di ''spending review'' c'è una limatura a questa spesa.

fa piacere vedere che mi pongo le stesse domande di sandro. 

quindi l'inflazione usata è 0.5%. ora dovrebbe essere -0.1%, quel valore comincia ad essere un po' ottimistico. 

inflazione

Giovanni Vera 16/10/2014 - 23:00

Al momento l'inflazione acquisita per il 2014 è + 0,2%(http://www.istat.it/it/archivio/134169). Nel quarto trimestre l'energia trainerà la risalita dei prezzi (http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/09/29/news/energia_stanga...).

brent

marcodivice 17/10/2014 - 12:26

con questi prezzi del brent sarà già un miracolo se non li tira ulteriormente giù.

Queste invece sono le aspettative per l'inflazione per la zona euro.

Quello 0.5% rischia di essere ottimista, ma mi conforta che non abbiano scelto un valore più alto.

Vi sono diverse misure di inflazione. Di solito non importa molto quale si sceglie, ma in questo caso sì. La previsione dello 0,5% si riferisce all'inflazione misurata come deflatore del PIL, che è la misura rilevante per la finanza pubblica, non all'indice dei prezzi al consumo. La due misure possono differire quando i prezzi dei beni importati hanno una dinamica diversa da quella dei beni prodotti all'interno del paese.

Visto che il Brent punta decisamente verso il basso, e che le spinte deflattive sono diffuse assumere che anche il deflattore del PIL punti verso il basso decisamente non è una assunzione sensata? magari sbaglio, ma dovessi fare una scommessa oggi, tenerlo positivo mi sembra giàun gran risultato. Ma, ripeto, magari sbaglio.

Qui il documento aggiornato presso l'UE

Concordo sulle perplessità di Sandro, circa la spesa pensionistica. Io da mesi vado chiedendo LUMI a destra e manca in merito ai dati della spesa pensionistica. La tavola III.1a del DEF (doc. di adeguamento) porta questi dati: pensioni per il 2014 € 258.9 per il 2015 € 263,1.
Se guardiamo il Tomo-I bilancio di previsione INPS approvato a febbraio 2014, la somma per le prestazioni pensionistiche è di € 269,4.
Sto chiedendo da dove vengono presi i dati per il Def relativi alla spesa pensionistica. Non è l'INPS il più titolato per il calcolo della spesa? Qui ballano 9 miliardi circa.
Nota finale: ogni anno i dati consuntivi per la spesa superano quelli previsionali. Molto probabile che anche per il 2014 e 2015 finirà cosi. Che ne pensate Sandro e Giulio?

....è spiegata qui. In particolare non interessa l'ammontare totale della spesa pensionistica, quanto il deficit totale dell'INPS, che è quello che poi incide sui saldi di finanza pubblica, poichè l'INPS sostanzialmente si finanzia in tre modi:
1. I contributi pensionistici dei lavoratori (per dire: potremmo avere in previsione 263 mld in uscita, ma 1.000 in entrata, quindi niente deficit, anzi aragosta per tutti)

2. I contributi "obbligatori" dello Stato, ovvero quello che lo Stato dà all'INPS in forza di leggi, nel 2013 (vedi tabella nel post linkato) erano 93 mld, questi 93 mld, se in aumento, aumentano il deficit dello Stato italiano (il famoso aumento della spesa pubblica a legislazione invariata).

3. I prestiti che lo stato dà all'INPS e che NON SONO DEFICIT AGGIUNTIVO secondo i parametri europei (L. 448/98 art.35), questi "prestiti" (saranno mai restituiti?) erano di 18 mld nel 2013, previsti 25 mld nel 2014, ma per dire si potrebbero aumentare i "prestiti", diminuire i contributi obbligatori dello Stato e avere l'INPS in pareggio formale di cassa e il deficit dello Stato addirittura diminuire.

Tenendo presente che lo spostamento del pagamento delle pensioni al 10 del mese successivo mette a posto pure la competenza vorrei tanto capire perchè tante persone (compreso te, Claudio) stanno a guardare queste differenze che ai fini del deficit contano NULLA, mentre si dovrebbe guardare al capitolo di spesa nei conti d'ordine dello Stato Italiano, riguardanti i fondi ex art.35 L.448/98, soldi che sono formalmente un prestito (al 2013 circa 70 mld di €), mentre di fatto sono contributi a fondo perduto che saranno ripagati dalle future generazioni.

Scusa Marco, ma le mie domande erano:
1) perchè nel Def c'è scritta una voce per spesa pensionistica diversa da quella del bilancio INPS?
2) sulla base del Def vengono fatte le manovre di tassazione o detassazione, quindi se i conti non quadrano il Def è carta straccia?
Come riportato anche da Sandro Brusco in base alla tavola III.1a del DEF (doc. di adeguamento) sono esposti questi dati: pensioni per il 2014 € 258.9 per il 2015 € 263,1.
Questi dati del Def, sono o non sono corretti, e quale fonte utilizza il Mef per la spesa pensionistica? l'INPS?

... forse sono nello spostamento del pagamento delle pensioni al 10 del mese successivo (non ho fatto i conti, ma a occhio mi trovo).

1. Il MEF usa i conti INPS, che li aggiorna quadrimestralmente, difatti ho notato che molti guardano il Tomo I e II, senza guardare alle note di variazione, l'INPS dovrebbe rilasciare a giorni (forse lo ha già fatto, nella vita faccio altro) la IIa nota di variazione.
Il DEF programma sulla base delle conoscenze del momento, poniamo che ci sia un accordo (forse c'è) per "prepensionare" 100.000 statali, questo non lo puoi trovare nè nel DEF, nè nelle note di variazione, che si fanno apposta.

2. Il DEF, come la "legge di stabilità" è carta straccia nei limiti in cui indica delle previsioni, se sono molto sballate in corso d'opera si fanno le mitiche "manovre correttive".

Non capisco questo impiccarsi al DEF, all'ammontare della spesa pensionistica (difatti basta spostare di 10 giorni, ma ne bastavano 3, per variarla per cassa), è vero che son 7 miliardi, ma il saldo totale del DEF corrisponde alla previsione del I tomo dell'INPS.
Mi sembra di ricordare un detto "i conti si fanno alla fine", ben altra impostazione è quella del post, che guarda ai dati mancanti e/o farlocchi evidenti.

Che ne pensate Sandro e Giulio?

Lascio a Sandro e giro a Giovanni Federico, se sulla materia sono molto piu' esperti di me