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(cattivi) dottori ope legis?

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buon senso?

Luca Neri 26/5/2014 - 17:26

Sergio, è molto probabile (e ne sono ragionevolmente certo) che tra il primo e l'ultimo al test ci siano differenze apprezzabili. Ma il tema è se il ranking prodotto dal test sia affidabile, riproducibile e accurato con una dettaglio un po' meno grossolano..... Per quanto ne so nessuno lo sa. Sapere questo è importante perchè sulla base del ranking prodotto dal test si prendono decisioni che influiscono pesantemente sulla vita delle persone. Lei come medico non userebbe mai uno strumento diagnostico le cui caratteristiche operative fossero ignote. Nessuno ambisce alla "perfezione" ma conoscere le proprietà di un test attitudinale è la base minima per poterlo legittimamente usare come strumento di decisione. Questo mi pare buon senso. Invece il test di medicina è usato come tagliola e l'approssimazione con cui è stato introdotto ne è la prova. L'esempio di pediatria può essere riassunto così: ci sono eserciti di potenziali pediatri già laureati in medicina costretti a lavorare gratis per 2 o 3 anni in reparto al fine di ingraziarsi il primario e ricevere l'unzione necessaria al loro ingresso dentro al fortino dei protetti. Senza scomodare l'esperienza comune (e.g. la ricerca del pediatra) solo questo fatto suggerisce che: 1. Esiste una situazione in cui la domanda di pediatri supera l'offerta (non posso pensare che da tempo ormai immemore ci sia così tanta gente laureata disposta a lavorare gratis per anni per accedere a una professione per la quale non c'è mercato) 2. Questa bassa offerta relativa alla domanda non è causata dal fatto che nessuno vuole fare il pediatra ma dal fatto che ci sono fortissime barriere all'ingresso per la professione (altrimenti non ci sarebbero le "liste d'attesa").
Tra l'altro, il numero che definisce queste barriere non è deciso sulla base delle capacità formative dell'università ma solo su valutazioni corporative: le regioni indicano il "fabbisogno" di ogni area specialistica. E chissà chi glielo suggerisce questo "fabbisogno". A me questo pare un sistema odioso.

chiarimenti

sergio 26/5/2014 - 20:21

Luca, guardi non e' che non abbia ragione, diciamo solo che il test cosi' com'e' evita i casi scandalosi e consente a chiunque di entrare (cosa impossibile per le scuole di specializzazione), le assicuro che se ci sono molti punti di differenza al test si vede a occhio nudo;se si puo' migliorarlo ben venga, se invece e' la scusa per introdurre degli elementi di discrezionalita' a uso e consumo dei baroni (una proposta pessima sarebbe utilizzare i voti del primo anno che e' un'idea accennata direttamente dal ministro), sarebbe un DISASTRO, le "caratteristiche" di questo strumento diagnostico sarebbero LETALI.
Per quanto mi riguarda di tutto si puo' discutere tranne che del fatto che deve essere un test ASSOLUTAMENTE ANONIMO E DAL CONTENUTO SCONOSCIUTO; a parte questo lei puo' proporre qualsiasi cosa. Riguardo al punto 1, lei confonde il medico ospedaliero con la professione privata;la cosiddetta programmazione dei posti a livello regionale e' fatta sulla base dei posti pubblici che saranno disponibili IN OSPEDALE, che e' un numero limitato.La professione privata ne assorbe ancora meno;le ho citato il caso dei pediatri per cui e' circa un terzo, ma, per fare un esempio, per i radiologi e' ben inferiore. La gente e' disposta a lavorare gratis per anni perche' poi ci dovrebbe essere una corrispondenza tra il numero di specializzati e il numero dei posti PUBBLICI in ospedale, stia tranquillo che la professione privata non assorbirebbe mai i medici in piu' che vuole creare, se non ci crede si documenti sul numero di specialisti che attualmente svolgono anche la professione privata oltre a quella ospedaliera.