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(cattivi) dottori ope legis?

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La proposta del Ministro, per come è stata presentata, è una sciocchezza. Tuttavia il test di ingresso a medicina è un sistema largamente imperfetto e deve essere rivisto. 1. Nessuno ha mai valutato quanto il test sia predittivo del futuro successo accademico e tantomeno professionale e nessuno può misurare se all'intorno della soglia di ammissione (il dato che realmente conta per valutare la qualità del test) il test discrimini tra "buoni" e "cattivi" studenti (semplicemente perchè chi non supera la soglia non entra a medicina: il suo successo accademico non è misurato). Questo esercizio andava fatto prima di introdurre il test come strumento decisionale. D'altronde in italia non sussistono incentivi a che i test di ingresso siano realmente discriminativi (ad esempio: non c'è un meccanismo per cui università che selezionano i migliori studenti sono anche quelle che avranno indicatori di performance migliori, ergo rette più elevate). Basare il destino di una persone su uno strumento di misura di cui nessuno conosce le proprietà mi pare un arbitrio intollerabile per l'università pubblica. 2. Il tema del numero chiuso mi pare mal posto. Provo a riformularlo. Esiste una domanda di formazione in medicina molto ampia. Il sistema universitario attuale non è in grado di soddisfare questa domanda. La soluzione proposta è quella di razionare il bene tramite il test di ingresso o qualche altro meccanismo + o - complesso e costoso. Viene totalmente ignorata la soluzione alternativa (e più logica): nessuno si chiede come espandere l'offerta formativa. Si da per scontato che lo stato abbia il monopolio delle Facoltà di Medicina. Ma sinceramente non ne capisco la ragione. Perchè non pensare a un mercato libero della formazione medica in cui anche operatori privati possano concorrere all'offerta formativa globale? Lo stato fungerebbe come garante del diritto allo studio tramite l'elargizione di borse di studio spendibili a preferenza dallo studente: chi non vince la borsa si paga il corso di studi se proprio ci tiene. Un conto è razionare l'offerta tout-court e un conto è limitare l'accesso a borse di studio i cui criteri di assegnazione possono tenere conto del merito e del reddito. Chiaro che questo richiede una riforma del sistema universitario complessiva. In un sistema di questo tipo, non vedo nulla di male al fatto che ogni università si doti di un sistema si valutazione iniziale che consenta di selezionare gli studenti migliori. Inoltre, la storia che il numero chiuso serva a pianificare la "produzione di medici" mi pare odiosa. E' un attimo usare questo tipo di logica per fini corporativi (tenere sufficientemente elevato il prezzo di un bene). Basti vedere cosa accade per l'ammissione alle scuole di specializzazione mediche post-lauream. Un esempio: tutti sappiamo quanto sia difficile trovare un pediatra di base e quanto costi uno privato. Eppure le liste d'attesa per entrare in scuola di specializzazione sono lunghissime. Si fanno corvee gratuite in reparto per 2-3 anni dopo la laurea.

da alcuni fatti che conosce dovrebbe pero' trarre diverse conclusioni. Lei e' perfettamente a conoscenza che si fanno corvee gratuite in reparto per 2-3 anni dopo la laurea, cosa che non succede per moltissime persone che entrano al primo tentativo a medicina.gia' questo fatto dovrebbe fugare i dubbi sulla validita' del test attuale. Sulla predittivita' del test, certamente e' imperfetto e certamente un punto in piu' o in meno che determina l'ammissione e' questione di fortuna. ma la differenza tra uno che fa 70 punti e uno che ne fa 30 e' visibile parlando 5 minuti con le persone in questione allo stesso modo in cui non c'e' bisogno di misurare una persona alta 1,80 m e una 1,50 per dire chi e' piu' alto. Provi a leggersi le domande del test per esempio di quest'anno e mi dica se sia mai possibile che chi fa un punteggio nettamente superiore a un altro possa mai avere minori capacita' intellettuali secondo qualsiasi scala misurabile possibile e immaginabile. "Sfortunatamente" nel cosiddetto "successo accademico" stabilito da eventuali test o concorsi "interni" capita frequentemente che la persona di 1,50 sia considerata piu' alta di quella di 1,80 m. Sulla libera offerta della formazione in medicina e' francamente un'opinione di chi non conosce la professione che e' quasi esclusivamente pubblica (la professione privata non la fanno tutti ed e' un'integrazione al reddito).Altrimenti per quale motivo "visti i costi di un pediatra privato" qualche pediatra non si licenzia dall'ospedale per avere piu' tempo a disposizione per la professione privata molto piu' redditizia? Per quanto riguarda i pediatri i dati reali sono che circa un terzo degli ospedalieri riesce a svolgere un'attivita' privata per qualche ora a settimana. Le pare plausibile che i restanti due terzi rifiutino di farla "visti i costi di un pediatra privato"?

buon senso?

Luca Neri 26/5/2014 - 17:26

Sergio, è molto probabile (e ne sono ragionevolmente certo) che tra il primo e l'ultimo al test ci siano differenze apprezzabili. Ma il tema è se il ranking prodotto dal test sia affidabile, riproducibile e accurato con una dettaglio un po' meno grossolano..... Per quanto ne so nessuno lo sa. Sapere questo è importante perchè sulla base del ranking prodotto dal test si prendono decisioni che influiscono pesantemente sulla vita delle persone. Lei come medico non userebbe mai uno strumento diagnostico le cui caratteristiche operative fossero ignote. Nessuno ambisce alla "perfezione" ma conoscere le proprietà di un test attitudinale è la base minima per poterlo legittimamente usare come strumento di decisione. Questo mi pare buon senso. Invece il test di medicina è usato come tagliola e l'approssimazione con cui è stato introdotto ne è la prova. L'esempio di pediatria può essere riassunto così: ci sono eserciti di potenziali pediatri già laureati in medicina costretti a lavorare gratis per 2 o 3 anni in reparto al fine di ingraziarsi il primario e ricevere l'unzione necessaria al loro ingresso dentro al fortino dei protetti. Senza scomodare l'esperienza comune (e.g. la ricerca del pediatra) solo questo fatto suggerisce che: 1. Esiste una situazione in cui la domanda di pediatri supera l'offerta (non posso pensare che da tempo ormai immemore ci sia così tanta gente laureata disposta a lavorare gratis per anni per accedere a una professione per la quale non c'è mercato) 2. Questa bassa offerta relativa alla domanda non è causata dal fatto che nessuno vuole fare il pediatra ma dal fatto che ci sono fortissime barriere all'ingresso per la professione (altrimenti non ci sarebbero le "liste d'attesa").
Tra l'altro, il numero che definisce queste barriere non è deciso sulla base delle capacità formative dell'università ma solo su valutazioni corporative: le regioni indicano il "fabbisogno" di ogni area specialistica. E chissà chi glielo suggerisce questo "fabbisogno". A me questo pare un sistema odioso.

chiarimenti

sergio 26/5/2014 - 20:21

Luca, guardi non e' che non abbia ragione, diciamo solo che il test cosi' com'e' evita i casi scandalosi e consente a chiunque di entrare (cosa impossibile per le scuole di specializzazione), le assicuro che se ci sono molti punti di differenza al test si vede a occhio nudo;se si puo' migliorarlo ben venga, se invece e' la scusa per introdurre degli elementi di discrezionalita' a uso e consumo dei baroni (una proposta pessima sarebbe utilizzare i voti del primo anno che e' un'idea accennata direttamente dal ministro), sarebbe un DISASTRO, le "caratteristiche" di questo strumento diagnostico sarebbero LETALI.
Per quanto mi riguarda di tutto si puo' discutere tranne che del fatto che deve essere un test ASSOLUTAMENTE ANONIMO E DAL CONTENUTO SCONOSCIUTO; a parte questo lei puo' proporre qualsiasi cosa. Riguardo al punto 1, lei confonde il medico ospedaliero con la professione privata;la cosiddetta programmazione dei posti a livello regionale e' fatta sulla base dei posti pubblici che saranno disponibili IN OSPEDALE, che e' un numero limitato.La professione privata ne assorbe ancora meno;le ho citato il caso dei pediatri per cui e' circa un terzo, ma, per fare un esempio, per i radiologi e' ben inferiore. La gente e' disposta a lavorare gratis per anni perche' poi ci dovrebbe essere una corrispondenza tra il numero di specializzati e il numero dei posti PUBBLICI in ospedale, stia tranquillo che la professione privata non assorbirebbe mai i medici in piu' che vuole creare, se non ci crede si documenti sul numero di specialisti che attualmente svolgono anche la professione privata oltre a quella ospedaliera.