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(cattivi) dottori ope legis?

6 commenti (espandi tutti)

Non ho parlato di livelli di spesa comparata e quindi il titolo del Suo commento ed il primo grafico sono (volutamente?) fuorvianti rispetto al mio commento

Io ho parlato di VENT'anni di forti aumenti. Si può intendere in due modi - dal 1980 al 2000 (quando io pensavo, sbagliando, che  l'FFO reale fosse equivalente al 2013) o dal 1989 al 2008. Nel primo caso, l'aumento è del 144%, nel  secondo caso del  60%.  A me sembrano forti aumenti.

Per la cronaca il PIL italiano totale a prezzi costanti è aumentato del 45% dal 1980 al 2000,   del 27% dal 1989 al 2008 e del 13% dal 1995 al 2004 (fonte:  Maddison 2010).  Quindi prima del 2009  la spesa è aumentata in proporzione al PIL.

Il grafico OCSE si riferisce al periodo 1995-2004 (DIECI anni) e presenta un aumento reale del 41%-42%.  Noto anche che in quegli anni la spesa reale italiana è aumentata meno di quella americana (dove però le università sono in parte private) ma più che in Giappone, Regno Unito e Paesi Bassi - dal grafico mancano Francia e Germania. Per lo stesso periodo le mie stime danno un aumento del 48%. La differenza è minima.  L'OCSE è D'ACCORDO CON ME ma IL PERIODO è DIVERSO.

A ingegneria non Le hanno insegnato a distinguere periodi diversi?

 

Non ho parlato di livelli di spesa comparata e quindi il titolo del Suo commento ed il primo grafico sono (volutamente?) fuorvianti rispetto al mio commento

Giudicare "forti" gli incrementi di spesa rapportandoli alla crescita del PIL significa ignorare che anche nelle altre nazioni la spesa per higher education è di norma cresciuta di più del PIL. Investiamo molto meno delle altre nazioni nell'higher education e per recuperare dovremmo crescere più rapidamente, non piu' lentamente della media OCSE.

"Vent'anni di forti aumenti e di espansione" fino al 2009 ci avevano portato alle situazione riportata nella seguente figura. Se  nel 2008 ci trovavamo ad essere 31-esimi su 34 nazioni gli aumenti non dovevano essere stati poi così grandi e sorge anche qualche dubbio sull'entità dell'espansione. Possiamo anche fare a meno di considerare dati comparati, ma nel mondo reale dobbiamo confrontarci con le altre nazioni, se vogliamo stare a galla.

 

 Caro De Nicolao

sono perfettamente d'accordo: le spese per l'università sono troppo basse e dovrebbero essere aumentate, nei limiti del possibile date le condizioni del bilancio dello stato. Ma prima bisogna essere sicuri di non sprecare i soldi. E quindi prima bisogna cambiare le regole ed i comportamenti. In particolare, bisogna evitare che, come è successo  nella grande espansione dal 1980 al 2009, i fondi siano impiegati per promozioni di massa e per assunzioni di massa con scelte basati su rapporti personali .  La legge Gelmini ha dato la possibilità giuridica, anche se parziale, per il cambiamento.  L'ANVUR sta provando ad applicarla, anche se con molti errori, spesso dovuti alla fretta.  La maggioranza dei professori resiste, come si è visto nell'abilitazione e come si vede ogni giorno nelle università (provi a parlare di chiamate di esterni in un dipartimento, anche di grande valore e su settori scoperti). Voi di ROARS fornite alla Vandea argomenti per sabotare la riforma.  Potete organizzare convegni, postare decine di grafici, fare centinaia di post spiritosi con locandine cinematografiche e disegnini, ma questo è il vostro ruolo.

Argomento inoppugnabile. Se fosse stato una persona responsabile, anche Galileo avrebbe dovuto tacersi per non fornire argomenti ai nemici della Chiesa. Piú recentemente,

Soviet scientists were forced to denounce any work that contradicted Lysenko's research.Criticism of Lysenko was denounced as "bourgeois" or "fascist"

http://en.wikipedia.org/wiki/Lysenkoism

Siamo degli ingrati a criticare il direttivo ANVUR che (per un tozzo di pane) sta lottando contro le lobby che si oppongono al sole dell'avvenire. Di fronte a questa guerra santa, meglio accantonare il rigore scientifico (ed anche il senso del ridicolo) per non fare il gioco del "nemico".

Sorry, ma non mi riconosco in questa visione. Per me, se una soluzione fa acqua da tutte le parti, continua a fare acqua a prescindere dalle intenzioni di chi la propone. Non mi sembra nemmeno degno di uno scienziato chiedere sconti alla propria incompetenza e ai propri errrori rivendicando di "stare dalla parte giusta". Si comportano cosī i fanatici, religiosi o politici, non gli scienziati.

La commistione tra ideologia e scienza, di norma, ha solo prodotto danni. A chi li legge i commenti sugli zombies e sulla Vandea appaiono sintomi preoccupanti di inquinamento ideologico.

 

Non capisco a che ideologia si stia riferendo. 

Fate bene a criticare la valutazione, la critico anch'io. Il problema è che sembrate criticare OGNI valutazione. 

Esiste un vincolo di bilancio, i soldi bisogna prenderli da qualcuno per darli ad altri. Chiedere accountability risponde ad un minimo di buon senso e oserei dire giustizia sociale. Non capisco davvero cosa c'entri l'ideologia. Opporsi ad ogni tipo di valutazione, sia quella decentrata del mercato, sia quella di un ente centralizzato può sembrare pretestuoso. 

Scusi ma proprio non capisco. Io affermo che una parte dei professori, sopratutto, ma non esclusivamente, di I fascia, si oppone a qualsiasi riforma per mantenere i propri privilegi - stipendi mediamente elevati, potere accademico, mancanza di accountability. E' una dinamica perfettamente razionale che si verifica in ogni gruppo umano, dai politici in giù (o in su).  Non mi sembra segno di fanatismo - o allora dovrebbe essere definito fanatico anche il presidente del consiglio, che parla in maniera analoga della necessità di combattere l'alta burocrazie dei ministeri.