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(cattivi) dottori ope legis?

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Quando frequentai il Politecnico di Torino, ormai più di dieci anni fa, L'accesso funzionava esattamente in questo modo. Il test di Ingresso, che era obbligatorio a livello nazionale, serviva solo come assessment delle capacità dello studente ma non faceva da sbarramento. Lo sbarramento era dato alla fine del primo anno dal numero di crediti ottenuti.

Da quello che posso ricordare c'è stato effettivamente qualche problema di sovraffollamento il primo anno ma gestito bene, e negli anni seguenti ho sempre ricevuto una formazione di altissimo livello. Ovviamente è aneddottica la mia e magari i risultati non sono stati buoni. Ma sicuramente esistono dei dati su questo esperimento che è proseguito fino ad ora, quindi fare un'analisi di ciò che effettivamente succede non dovrebbe essere impossibile.
P.s: uno dei fattori di successo, a mio avviso, di questo sistema era la possibilità di fare delle micro personalizzazioni (non che ci fossero risorse per fare di meglio) al piano dei singoli studenti che erano più carenti in una certa materia per cercare di riportarli in pari. Ricordo di aver discusso di questa policy con alcuni professori che da un lato lamentavano che di fatto così supplivano a scuole superiori inadeguate, ma dall'altro riconoscevano di essere in grado di aiutare studenti capaci ma con una preparazione inadeguata a causa della scuola superiore di partenza. Insomma, discorso con mille sfaccettature.